Ventis il primo portale di vendite a tempo interamente italiano con prodotti di enogastronomia

ventisVentis il primo portale di vendite a tempo interamente italiano con prodotti di enogastronomia

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Ventis il primo portale di vendite a tempo interamente italiano, con prodotti di enogastronomia, un portale davvero interessante direi ottimo sia per la vasta scelta di prodotti sia per la qualità eccellente dei prodotti, ma non da meno per le offerte proposte

L’offerta enogastronomica sicuramente la più vasta presente sul mercato, ci sono più 1.500 aziende italiane produttrici di vino, pasta, olio, dolci, conserve, condimenti prodotti bio

Nel sito si trovano eccellenze di nicchia di alto livello Made in Italy, specialità regionali tipiche rappresentativa dell’Italia intera, non presenti nella grande distribuzione.

Su Ventis infatti si trovano solo prodotti di eccellenza ma con prezzi ottimi con offerte che vanno dal 20% al 40% ,per i prodotti di arredamento dal 50% al 70% e per i prodotti di moda dal 60% all’ 80%. Si tratta di offerte a tempo con uno sconti davvero validi ma vorremmo ribadire mai a scapito della qualità

I tempi di consegna certi e celeri
I cchetti arrivano ben sigillatipa

Vorremmo segnalarvi anche la promo che offre 10 €di sconto su una spesa di 49 euro nella sezione food!!!!!

A breve una videricetta con un prodotto acquistato

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EnoArte I ritratti di…vino di Elisabetta Rogai

smalEnoArte I ritratti di…vino di Elisabetta Rogai

Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo.
Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti.
(Pablo Neruda)

Un gioco, quello dell’artista fiorentina Elisabetta Rogai, un messaggio ironico, sorprendente, fatto nel modo più semplice, quello di EnoArte, la sua tecnica unica di dipingere con il vino al posto dei colori, rubare i colori del vino alla natura toscana fissandoli sulla tela per fermare un attimo di riflessione di donne e uomini, sovvertendo le regole, lascia il colore, come un ricordo indelebile, al tempo, dando modo al vino…di invecchiare.
Crea un collage, Elisabetta Rogai, fatto di  pensieri creati con arte, ma anche sapori, profumi toscani, perché il suo dipinto profuma di vino, ha il cuore e l’anima del vino che usa per i suoi ritratti che hanno il potere di sospendere il tempo, rendere immortale un’espressione, un modo di porsi, un soffio di vento, il battito di un respiro sospeso costruisce un volto, un corpo, una spalla, le mani, un ricciolo ribelle, tutto avvolto da un senso leggiadro mentre veli impalpabili di seta accarezzano un corpo, che non ha timore di smal333mostrarsi, si svela quasi a diventare una iconica statua.
I capelli, una cornice leggera, senza peso, per dare regalità ad una donna consapevole del suo fascino, della propria femminilità, il corpo svelato in ogni sua movenza, dalla più eterea alla più languida, pronta a donare la sua bellezza al tempo attraverso il ritratto dell’artista, un battito di ciglia per ogni volto che svela infinite emozioni, come infinite sono le sensazioni che ognuno è in grado di provare davanti al cavalletto dell’artista, quasi un mettersi nudo, svelarsi, confessando le proprie emozioni.
Una posa, due pose, tre, mille, ma è solo un istante rivelato, quello che serve all’artista per rubare l’anima al soggetto, lo lascia libero di scoprirsi e riscoprirsi nel proprio intimo, lasciando libera la parte definita anima, mostrandola al mondo, le mani e gli occhi, l’attimo, il pennello corre veloce, l’abbinamento della pittura ad olio con il vino, l’uso del vino, etichette che raccontano storie come i volti della gente, un viaggio con la proiezione nei tempi dello stupore, delle illusioni, del dolore ma anche della gioia e dell’amore, l’artista ne ruba i sogni, ferma istanti di sguardi, di “incontri”, le sue non sono illusioni ma suggestioni…..la costruzione di un mondo come realmente è visto dall’artista tra realtà, sogno e fantasia, mondi e modi del vivere quotidiano per abitare il mondo, codificando linguaggi e comportamenti, costruendo una identità, dunque producendo non solo immagini simboliche e desiderabili ma svelando principalmente la sua realtà di artista.
I Ritratti di Elisabetta Rogai, artista fiorentina.
www.elisabettarogai.in

L’arte di fare un pecorino, un pecorino d’arte Paolo Piacenti

11143254_10152678861946784_8553116377095941798_nL’arte di fare un pecorino, un pecorino d’arte Paolo Piacenti

#food #ricettedicasa #arte #Paolo Piacenti  #Formed’ArteFormaggi

Se tra le vigne e le distese di verde del tratto Firenze-Siena si contano nomi importanti della ristorazione, favoriti da una tradizione gastronomica che in Toscana è storica, negli ultimi tempi sia l’Unesco che il turismo del vino hanno “scoperto” settori di nicchia, trasformandoli e aggiungendo una crescita in qualità.
Vini, insaccati, il formaggio, la tavola……un mondo variegato da mille proposte, allettante e pieno di fascino, che merita una nostra esplorazione alla ricerca di quelle cose curiose, storie, aneddoti, tecniche e abitudini che meritano la nostra attenzione.
Come l’arte, che chi produce può trovare nelle forme, nelle etichette, nel packaging, nei colori e nei sapori, l’arte si può trovare anche in un pecorino, secondo Paolo Piacenti, “affinatore”…. termine di uso esclusivo ai produttori di formaggio, che significa colui che aggiunge al prodotto un ingrediente che lo renderà unico e inconfondibile: per affinare il formaggio può servirsi di foglie di noce, cenere, vinacce, pomodoro; può affinare in barrique o utilizzare tanti altri ingredienti.
Forme d’Arte, nata negli anni ’70, è un vero e proprio laboratorio di affinamento dove ogni formaggio segue un preciso percorso, studiato nel dettaglio da Paolo Piacenti, il fondatore, FORME D'ARTEche trasferisce nelle creazioni casearie sapori, delizie non solo per il palato ma anche per gli occhi, colori che incantano, profumi ed esperienze di vita, l’Arte per Piacenti è una componente della sua vita, una sensibilità particolare verso il bello in quanto, cresciuto in una casa dove il padre viveva in un contesto d’arte circondandosi di artisti e scultori, ha avuto l’idea – innovativa – di farsi fare delle etichette dei suoi pecorini da artisti, toscani e non, ogni artista una tipologia diversa di formaggio.
Per il Pecorino a latte crudo della Garfagnana, per esempio, in cui si percepiscono tutte le essenze delle erbe pascolate, l’artista giapponese Masato Yoshioka ha realizzato Vento sulla spiaggia, una figura femminile con i capelli scomposti da una folata; il Pecorino a latte crudo di Volterra, invece, rappresenta la facciata della chiesa di Santa Chiara per opera del pittore Nico Paladini. Il Pecorino di Pienza stagionato è opera di Masato Yoshioka che sceglie per etichetta Una notte tranquilla: l’immagine di una donna sullo sfondo di un cielo notturno toscano. Sul Pecorino stagionato in grotta, stagionato su assi di castagno, si riconosce l’immagine di un villaggio bianco. È Sassi, un’etichetta disegnata sempre dal fiorentino Nico Paladini. E poi ancora, opere di Fabio Calvetti, Fabio Romiti, dell’artista san gimignano shopamericano Edwuard Giobbi e del fiorentino Giovanni Maranghi. Nove artisti hanno lavorato su circa quaranta prodotti differenti, ciascuno unico per sapore e immagini. Infine le etichette color vinaccia lieve, commissionate ad Elisabetta Rogai, l’artista che ha creato per Piacenti etichette dipinte con il vino con immagini di donne, ebbre di vino, passionali e sognanti, scapigliate e sensuali.
Dunque arte, declinata in mille modi, privilegiando le immagini femminili in quanto, come afferma Piacenti, “il tema ricorrente è sempre la donna in quanto, a differenza di altre regioni, in Toscana la prerogativa di fare il formaggio è stata, fin dal Medioevo, prettamente femminile. Erano le donne che si occupavano dei formaggi e i metodi di lavorazione si tramandavano di madre in figlia. Solo le donne possiedono la sensibilità giusta per capire quando lavorare la cagliata”
Paolo Piacenti ha dunque creato un prodotto unico, nato da una intuizione, di qualità ma anche una facile comunicazione, dare una veste colta ad un prodotto toscano, un prodotto della terra, dunque “artista del formaggio”, esperto selezionatore e affinatore appassionato vernaccia winedella tradizione casearia toscana, uno che ha lungamente cercato, e ritrovato, i pastori che lavorano il latte come si faceva una volta, ottenendo formaggi di cui avevamo quasi persa ogni traccia.
Pittori toscani che hanno realizzato appositamente le etichette dei formaggi, rendendo così ogni “forma” unica ed inconfondibile, cibo, arte e bellezza medioevale tra le mura di antiche città toscane, San Gimignano e Lucca.
Forme d’Arte Formaggi
Di Paolo Piacenti
Via San Matteo – 53037 San Gimignano (SI)
Via San Paolino Lucca
Press: Cristina Vannuzzi Landini

Festa dell’uva e dell’agricoltura bergamasca 2017 Trescore Balneario(BG)

Festa dell’uva e dell’agricoltura bergamasca 2017 Trescore Balneario(BG)

Dal 2 al 10 settembre 2017

61° edizione

Bancarelle con i prodotti dell’artigianato locale
Stand enogastronomici.
Sfilata di carri allegorici
Spettacoli di danza e musica

Il talento di fare il vino Antonella Cantarutti una donna del vino

Azienda Agricola Cantarutti alfieri (3)Il talento di fare il vino Antonella Cantarutti una donna del vino

Donne, tante donne, dieci, cento, mille, di tutte le età, condizione, educazione e cultura, oggi le donne, queste signore gentili e tenaci, hanno capito in anticipo la grande sfida giocata nel successo in azienda, laboratorio, vigna e cantina, studio d’artista, atelier, sfida spinta da diversi fattori in cui le donne sono una delle più grandi opportunità di business del XXI secolo, percependo che il successo di una azienda sta nell’equilibrio dei sessi e nella valorizzazione dei talenti nel rispetto delle diversità.

Donne che rappresentano un primato di passione e di lavoro, ma, principalmente, storia di donne, fragili e forti, donne che riassumono egregiamente come l’imprenditoria femminile si esprime e opera, ed è un vivo esempio di come, negli ultimi cento anni, in maniera non traumatica, si è consumata una rivoluzione pacifica epocale, che ha modificato il ruolo della donna in tutto il mondo e in tutti i settori professionali.
Al secolo XXI spetta infatti la trasformazione delle idee in pratica diffusa: la speranza è in una proiezione per cercare di prevedere come sarà un mondo governato anche dalle donne……
Incontro Antonella Cantarutti, produttrice friulana e consigliera nazionale dell’Associazione delle Donne del Vino in quello che è il suo posto di lavoro ideale, le sue magnifiche vigne, la passione che è nel suo DNA, figlia d’arte, e non a caso la cantina ha il nome di suo padre, Cantarutti Alfieri, e, come si dice per un artista, Antonella nel suo lavoro è una artista……Le azienda (2)nostre mani si muovono tra le foglie verdi, tra i tralci, le braccia si uniscono ad altre per un immenso abbraccio, siamo sempre con il naso all’insù, a vedere se piove o se il tempo è bello, soffrendo per le annate difficili, ma si soffre anche per quelle buone, perché allora il risultato è nelle nostre mani…..
Antonella presentati e cominciamo dall’ultimo tuo successo

L’ultima notizia importante nel campo enologico, per presentarmi, è dire che sono una vignaiola, donna del vino – nel Consiglio Nazionale dell’Associazione delle Donne del Vino – e il prestigioso riconoscimento al nostro Poema 2004 Colli Orientali del Friuli DOC, è stata la medaglia d’oro del Premio Sakura in Giappone, la più grande competizione enologica giapponese, una Associazione similare alla nostra delle Donne del Vino.
Antonella parlami di te, della tua Azienda:
Poema 2004, Colli Orientali del Friuli DOC ma anche il nostro Merlot 2005, Sauvignon 2006 e Friulano (Tocai friulano) 2006, della linea d’eccellenza Terre di Rosazzo Scacco al Re.
Questi sono gli ultimi nati in casa Cantarutti Alfieri, tre nuovi vini vinificati in purezza, espressione di un’ importante passo avanti dell’enologia italiana. La medaglia d’oro mi ha riempita di orgoglio ma il nostro successo è frutto di un lavoro di squadra, un progetto che viene da lontano, nato nel 2005 con il supporto e la collaborazione di un’azienda americana, una consulenza enologica importante ma soprattutto ispirato ed attuato da mio marito Fabrizio Ceccotti, che si basa su un metodo di vinificazione che prevede per l’uva vendemmiata e selezionata manualmente, un percorso nel tunnel di raffreddamento mediante l’immissione controllata di azoto liquido, dove la temperatura viene regolata intorno allo zero, in modo che l’uva non venga congelata e che quindi possa essere diraspata senza problemi.
imageL’uso di questo metodo, ad oggi esclusivo della nostra Azienda, permette di conservare tutte le pecularietà positive del vitigno lavorato, mantenendo ed esaltando dello stesso tutti gli aromi e i sapori. Dopo le successive fasi di vinificazione, particolari per ogni tipo di vino, fatte tutte accuratamente da mani esperte come quelle di mio marito Fabrizio, si passa all’affinamento delle botti in cantina, per un minimo di quindici mesi per il Merlot e dodici per il Friulano e il Sauvignon. Il risultato finale sono dei grandi Vini che hanno impresso le peculiarità dell’uva da cui derivano.
Come mai ti sei trovata in un ambiente decisamente maschile?
Guarda la mia è stata una scelta di cuore, figlia d’arte, come dici te, in realtà figlia di mio padre, Alfieri, che vide con passione la peculiarità di questi posti infatti l’Azienda si trova nei Colli Orientali del Friuli, una fra le Denominazioni d’Origine di pregio del Friuli Venezia Giulia, in una delle più belle zone collinari che abbracciano l’Abbazia di Rosazzo.
Mio padre acquistò i terreni alla fine degli anni ‘60, proprio nell’epoca in cui la viticoltura e l’enologia friulana iniziavano a far parlare di loro e la sua lungimiranza lo portarono a credere ed investire su queste colline diventate nel tempo famose e grazie all’entusiasmo di allora e all’attaccamento delle tradizioni l’azienda vanta ora 54 ettari tutti coltivati a vigneto.
Direi che questa è la prima scelta di cuore, ho preso questo incarico “maschile”, anche se nata e cresciuta in vigna, con l’intento di farla crescere nella tradizione e la mia seconda scelta di cuore è lavorare quotidianamente con mio marito Fabrizio, che conduce l’Azienda con attente e oculate scelte innovative; io seguo l’aspetto commerciale e amministrativo, mentre Fabrizio si impegna nella produzione, nella vendemmia e nella vinificazione.
Abbiamo seguito una filosofia per ottenere vini sempre più personali , rispettando accurate lavorazioni in campagna che, unite a sofisticate tecniche di vinificazione, portano l’Azienda a produrre vini di particolare pregio, oggi la produzione annuale è di circa (130.000) 80- 100.000 bottiglie, apprezzati sui mercati nazionali ed internazionali.

I nomi dei tuoi vini sono molto particolari

Sono nomi ideati da me, ispirazioni del momento su cui rifletto, ci penso e poi decido parlandone con Fabrizio, forse sono nomi che mi ricordano la famiglia, mio padre, favole, ricordi……
Canto – Poema – Terre di Rosazzo Scacco al Re – Carato – Solivo – Prologo – Ronco San Michele

Antonella, anche se giovanissima, lo fai un bilancio come imprenditrice?

Vedi per me questo è il mondo, il mio mondo, un luogo magico, immerso nella natura e nel verde, fatto di parole e pensieri, ma anche di silenzio, io amo il silenzio, di viaggi mai intrapresi ma solo immaginati, di sogni, quasi impalpabili, nuvole d’aria che definiscono ogni pensiero, come infinite sono le emozioni che siamo in grado di provare davanti al risveglio della natura, nelle sue mille declinazioni.
Il momento che sono con mio padre è il silenzio della cantina, un momento intimo, pieno di nostalgia, ma anche di esempio, dove sento profumi da lontano, conosciuti, familiari, che mi fanno sorridere perché mi trasportano in un batter d’occhio nelle emozioni della mia infanzia, fragranze che rimangono associate per sempre nella mia memoria.
Antonella Cantarutti

Azienda
CANTARUTTI ALFIERI sas
Via Ronchi 9
33048 SAN GIOVANNI AL NATISONE (UD)
Friuli Venezia Giulia
www.cantaruttialfieri.it

Agosto 2017 in Versilia

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Le opere di Elisabetta Rogai in esposizione all’Hotel Mondial Resort

La Versilia ha sempre avuto un fil rouge privilegiato con l’arte, e oggi abbiamo una importante testimonianza, una esposizione di opere create con la tecnica EnoArte di Elisabetta Rogai all’Hotel Mondial Resort SPA di Marina di Pietrasanta.
L’artista fiorentina, ormai conosciuta e apprezzata a livello internazionale, ha inaugurato in agosto La Datcha Tinkoff Collection Beach del tycoon russo Tinkoff, l’evento cool blindatissimo della stagione 2017 che ha visto un pubblico di vip, nobiltà, imprenditoria e jet set internazionale con il Prefetto di Lucca, Dssa Laura Simonetti che ha aperto la serata con la presentazione dell’artista fiorentina che ha sorpreso gli ospiti con una esposizione sulla spiaggia delle sue opere, quelle che oggi ha spostato per tutto il mese di agosto all’Hotel Mondial Resort Spa.
Un abbinamento perfetto, armonioso, quello delle opere della Rogai, fatte con la tecnica EnoArte, il vino al posto del colore a olio, che ben si sposano allo splendido e moderno albergo immerso nel verde della pineta a due passi dal mare, incastonato nella quiete musicale del paesaggio versiliese.
Le opere fatte con il vino, su cavalletti, sono esposte nella candida hall dell’Albergo che si apre come un collage con centinaia di piante intorno ad una piscina, un giardino incantato che definisce ogni angolo come una poesia, una postazione affascinante come se mondial-resort-spaintraprendessimo un viaggio in tutte le declinazioni del verde e ad ogni passo scoprissimo gli equilibri naturali di un cespuglio di rose, le variazioni su tema di composizioni di verde e fiori, le mille e una fragranza delle erbe, la musicalità del vento, una sinfonia armoniosa che ben si sposa esteticamente con le opere dell’artista che, con la sua EnoArte, vive il suo essere artista in simbiosi con la natura usando il vino come strumento d’arte.
Se la passione ridefinisce i sogni, quella dei proprietari del Mondial Resort ha saputo ridare anima, fascinazione, eleganza e incredibile bellezza a questo straordinario luogo, un percorso iniziato con un attento restauro e lentamente, con molto impegno, gusto, con la sensibilità emotiva per carpire il mistero che suggella lo spirito del luogo e del paesaggio, la proprietà ha saputo coniugare lo stile della Versilia con la gioia dell’estetica, enfatizzando il bianco come colore, come creatura viva e pulsante, il piacere del bien vivre e il savoir faire e dell’accoglienza aggiungendo anche una modernissima e attrezzata Spa ai servizi offerti, un mondo di esclusive coccole in Versilia.
L’artista Elisabetta Rogai, con questa esposizione live in una insolita galleria d’arte creata in una location raffinata, riafferma così, come ormai sua tradizione, la sua presenza in Versilia, con questa sua insolita personale che ha il vino come soggetto, usando la sua tecnica EnoArte, dipingere con il vino al posto del colore tradizionale, il vino, che l’artista considera come il risultato di come la terra incontra la poesia, che è diventata una sua abituale espressione d’arte, lei domina il prodotto, lo usa, nel pieno rispetto della sua storia, per raccontare la terra, creare immagini ed emozioni, per far parlare le sue donne, ebbre di vino, piene di fascino e sensualità.
www.elisabettarogai.it
Hotel Mondial Resort SPA
via Duca dellla Vittoria 129/131,
55044 Marina di Pietrasanta
Telefono: 0584 74591

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Ambasciatore del Soave

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Doppietta toscana sul podio del la terza edizione del Trofeo promosso da AIS Veneto e dal Consorzio di Tutela Vini Soave. Piazza d’onore a Davide D’Alterio, miglior sommelier della Toscana in carica

La sommellerie toscana ancora sul gradino più alto del podio nelle competizioni di livello: Massimo Tortora della delegazione di Livorno – dove gestisce il ristorante La Cantina di Massimo – al termine di una competizione difficile ed impegnativa in cui si è confrontato con sommelier provenienti da tutta Italia, ha ottenuto il prestigioso titolo di Ambasciatore del Soave 2017. Sul secondo gradino del podio un altro toscano, Davide D’Alterio della delegazione di Firenze, attualmente detentore del titolo di Miglior Sommelier della Toscana 2017.

A fare da cornice alla finale del Trofeo Miglior Sommelier del Soave indetto da AIS Veneto e dedicato al bianco per eccellenza della regione, è stata la manifestazione Soave Versus, organizzata al Palazzo della Gran Guardia di Verona dal Consorzio di Tutela Vini Soave per la valorizzazione del vino e del territorio da cui proviene.

Dalla selezione delle prove scritte sono emersi i nomi dei tre finalisti che si sono sfidati nell’ultima prova, che ha compreso servizio, degustazione, abbinamento e, infine, una prova di comunicazione, in cui ad ogni concorrente è stato chiesto di raccontare il territorio attraverso le immagini di alcuni noti brand del Soave. Un test quanto mai attuale, data l’importanza oggi rivestita dalla comunicazione nella diffusione della conoscenza di un prodotto: in un mondo come quello del vino, dove le referenze e le etichette presenti sul mercato crescono di anno in anno a livello esponenziale, la capacità di differenziarsi attraverso lo storytelling diventa, infatti, una strategia vincente.

Il titolo di Miglior Sommelier del Soave si aggiunge al già ricco curriculum di Tortora, già Miglior Sommelier della Toscana 2016, vicecampione italiano 2015 e altri piazzamenti di rilievo in competizioni di rilievo nazionale.

Ufficio Stampa AIS Toscana
Marte Comunicazione snc di Morganti e Tempestini Tel 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com; Tel. 3398655400 – ufficio.stampa@aistoscana.it
www.aistoscana.it – www.martecomunicazione.com

Nella foto da sn a ds: Davide D’Alterio AIS Toscana – Firenze, Massimo Tortora AIS Toscana – Livorno, Sergio Garreffa – AIS Liguria
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Aspettando“Fermento Antico”

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A Molfetta dal 29 settembre al 1 ottobre la seconda edizione del festival medievale della birra artigianale

Attesa tutta medievale per la seconda edizione per Fermento Antico. Dal 29 settembre al 1 ottobre Molfetta ospiterà una lunga tre giorni dedicata ai Templari, alle crociate, alle birre e alle squisitezze abbinabili al Cibo dei cavalieri rossocrociati.
Fermento Antico, sarà un’occasione imperdibile per il grande pubblico che potrà immergersi nella cultura medievale tra dimostrazioni, degustazioni guidate, abbinamenti e assaggi.
Fermento Antico, primo festival medievale della birra artigianale, è il progetto nato dall’associazione Fermento Antico Molfetta, in collaborazione con La Voce di Sant’Andrea, dello Iat di Molfetta, di Melphicta nel Passato, Il Carro dei Comici, e di aziende sponsor.
Fermento Antico è concepito come evento rievocativo e unirà la storica tradizione crociata della città di Molfetta al valore culturale ed enogastronomico della birra, bevanda molto amata e consumata dai cavalieri rossocrociati.
La manifestazione si terrà il 29, 30 settembre e 1 ottobre 2017 e si articolerà nel centro antico di Molfetta tra piazza Municipio, via Amente, Piazza Amente, Via Sant’Orsola, Torrione Passari, Largo Chiesa Vecchia e Corso Dante e vedrà la partecipazione di numerose compagnie, associazioni e gruppi ospiti.
Le testimonianze storiche riportano la presenza dei templari a Molfetta tra la fine del XII e l’inizio del XII secolo. La chiesa di S. Nicola era ubicata nei pressi dell’attuale Piazza Municipio e i locali che furono un tempo il sacro edificio oggi sono stati trasformati nella Sala dei Templari- A capo dei Templari presenti a Molfetta c’era Giovanni Salvagio da Ruvo, precettore della casa templare.
Durante le serate il borgo antico di Molfetta allestito in chiave medievale sarà teatro di: rievocazioni storiche a cura dell’associazione Melphicta nel Passato, di concerti di musica medievale, viste guidate, estermporanee di arte e pittura non mancheranno interpretazioni e narrazioni storiche delle armi e dei cavalieri con giochi e rappresentazioni. Il centro storico di Molfetta, allestito in veste rossocrociata ospiterà centinaia di figuranti, che animeranno la tre giorni con scene di rievocazione medievale, l’evento vedrà protagonisti anche i più piccoli che saranno alle prese con giochi di abilità e agilità e laboratori didattici.
Al teatro, alla cultura e all’ intrattenimento storico si unirà la degustazione di oltre venti tipologie di birre artigianali, novità dell’edizione 2017 sarà la presenza del vino e dei suoi fermenti a coccolare i palati più raffinati, per l’occasione saranno allestiti palchetti, ospiteranno le birre e i vini artigianali che i cavalieri rossocrociati hanno assaggiato nel loro viaggio dall’Inghilterra alla Puglia. Alla degustazione si unirà l’assaggio di cibi da passeggio e ricette dell’epoca all’interno dei locali del centro antico. Per informazioni – @fermentoantico – tel 349.2380640 – email: fermentoanticomolfetta@gmail.com – fermentoantico@gmail.com

Il Festival della Cucina Italiana 22-24 settembre

Festival CucinaIl Festival della Cucina Italiana 22-24 settembre

Giunto alla XVII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più rilevanti del Paese, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è quella di essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Quest’anno per la prima volta sarà organizzato a Pesaro, in pieno centro storico. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioni di pasta, cene d’autore con gli chef Gianfranco Vissani e Davide Oldani, la musica omaggio alla città di Rossini, degustazioni guidate di grandi rossi, champagne e vini autoctoni, mercatino del food di qualità, corsi di cucina gratuiti e tanto altro ancora.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.
Info: www.festivaldellacucinaitaliana.it
Ufficio Stampa La Madia / PrimaPagina (Filippo Fabbri – tel. 347 1567681)
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