Le parole sono come il vino: hanno bisogno del respiro e di tempo perché il velluto della voce riveli il loro sapore definitivo

Le parole sono come il vino: hanno bisogno del respiro e di tempo perché il velluto della voce riveli il loro sapore definitivo

Luis Sepùlveda

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Campari & seltz – Ufficio stampa Aperol

elz.pngUn’altra variante estremamente facile da realizzare e veloce da servire. Quando si ha voglia di un drink easy da sorseggiare, magari davanti a un caldo e luminoso tramonto d’estate ma anche in un primaverile aperitivo cittadino.

Lo sapevi che…
Questo è il cocktail dal quale deriva Campari soda, perfetta combinazione di Campari e soda già pronta per il
consumo

Ingredienti
1 parte Campari
4 parti soda

Preparazione
Preparate il cocktail direttamente in un bicchiere highball. Guarnite il tutto con una fetta d’arancia.

D’Antona&Partners
Via San Vito, 7
20123 Milano
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Resort “I Barronici” San Casciano Val di Pesa

Sala pranzo all'apertoResort “I Barronici”

San Casciano Val di Pesa

Una combinazione perfetta di design, cibo e sapori, profumi, natura, gusto per un abbinamento che appaga tutti i sensi, grande cucina, panorami mozzafiato e una luminosità unica.

Immerso in una combinazione di colori della campagna Toscana in una residenza country sapientemente ristrutturata, dove alberga la cultura dell’ospitalità che ridefinisce i sogni, dando anima, fascinazione, eleganza e incredibile bellezza a questo straordinario luogo, il Resort I Barronci, elegante albergo con Spa che si trova a 13 km da Firenze, un fascio di luce bianca che illumina il verde indistinto della Toscana, un borgo senza tempo, che lascia entusiasticamente interdetto il viaggiatore.
Sulla collina più alta di San Casciano, lungo la Strada del Chianti a pochi chilometri da Firenze, sorge questo Resort di lusso di grande impatto con affaccio mozzafiato sulla Val di Pesa, qui la natura è viva e ci racconta di una campagna inedita, capace, a forza di impegno e di progettualità turistica, di tendere verso l’infinito diventando usancasciano val di Pesan’estensione del piacere nell’infinito della natura. Unico, intimo e raffinato, incastonato nella quiete musicale del paesaggio toscano lontano dal ritmo frenetico della città, capace di offrire istanti di sospensione in un angolo di vero paradiso naturale, disegnato dal respiro del vento, dal verde delle piante, dal profumo delle erbe.
Un piccolo borgo Toscano come luogo di confine per eccellenza, tra l’orizzonte liquido in cui il sole sorge o tramonta, e la terra intorno con le valli e pianure di un verde spudorato, cangiante in tutte le tonalità delle stagioni, luogo del compromesso tra l’uomo e la natura, in un bilico eterno nel tentativo di combatterne la forza pur piegandosi al ciclo vitale che impone. E sono il luogo in cui converge una moltitudine di diversità, un incontro che rende il Resort affascinante, armonioso.
Anche la cucina del Resort offre una nuova dimensione del vivere country scoprendo i frutti della terra, l’orto e il giardino delle erbe attigue, che sono, infatti, il punto di partenza per il giovane chef Pini che interpreta la meraviglia della natura e ne esalta ogni sfumatura con inventiva e sapienza. Infatti il Resort offre la tavola come il luogo privilegiato per assaporare l’identità di questa regione che, sin dai tempi più remoti, ha un rapporto strettissimo con la vita dei campi e con il cibo dove i prodotti di nicchia e le antiche varietà delle erbe dell’orto la fanno diventare un’esperienza tutta da scoprire, tanto quanto la bellezza del paesaggio.
Ma fra i servizi offerti non finisce qui…..Il caldo d’inverno, l’emozione di nuotare in una piscina all’aperto riscaldata, circondati dalla meraviglia del verde, un parco intorno che si apre come un collage intorno ad una piscina riscaldata anche nei mesi invernali, circondata da piante, in ogni angolo visioni diverse del verde, un viaggio virtuale nella scoperta delle piante punteggiate dagli equilibri naturali di mille roseti e dalle fragranza delle erbe.
Il bianco come mood, l’armonia degli interni dove il bianco domina dovunque, spezzato dalla collezione di opere della proprietà, attenti collezionisti d’arte, si protrae nelle sale e nelle camere piene di luce, dunque perdersi nel Chianti……questo è proprio il posto giusto per regalarsi un fine settimana davvero all’insegna del bello, in tutte le sue mille declinazioni.
Press: Cristina Vannuzzi
Villa I Barronci Resort
Via Sorripa, 10
50026 San Casciano in Val di Pesa FI
Telefono: 055 820598

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Campari orange passion – Ufficio stampa Aperol

passion.pngUn classico reinventato per il 150esimo anniversario della marca. Un nuovo cocktail metropolitano e sofisticato dall’irresistibile sapore dolce amaro!

Ingredienti

1 parte Campari
2 spicchi arancia
1 cucchiaio zucchero di canna
Un po’ di ghiaccio tritato

Preparazione
Preparate il tutto in un bicchiere juice. Pestate l’arancia insieme allo zucchero di canna. Riempite il bicchiere con del ghiaccio tritato, versate Campari e il succo d’arancia bionda, dopodiché mescolate delicatamente. Guarnite infine con una ciliegina rossa.

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Costine di manzo al vino – Luisa

Costine di manzo al vino – Luisa

Ingredienti
700 gr di costine di manzo
4 cipolle
2/3 bicchieri di vino rosso
4 pomodori

Preparazione
Tagliate i pomodori e le cipolle
Cucinate la carne con il vino, appena pronta, aggiungete 3/4 pomodori e 3/4 cipolle cuocete per pochi minuti e poi servite

Vini & company

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Campari mojito- Ufficio stampa Aperol

wmojtobasse.pngl nuovo cocktail deciso e intrigante che sa come provocare in ogni occasione d’incontro.

Ingredienti
1 parte Campari
½ lime
2 cucchiai zucchero di canna
Splash of acqua frizzante

Preparazione
Preparate il tutto in un bicchiere Highball. Pestate il lime insieme allo zucchero di canna con energia, aggiungete la menta e pestate di nuovo, con un tocco leggero.
Riempite il resto del bicchiere con del ghiaccio tritato, versate Campari e mescolate con cura. Guarnite infine con un rametto di menta.

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Dopo il lockdown, Donatella Cinelli Colombini indica i primi elementi per l’enoturismo in tempo di Covid -19

Dopo il lockdown, Donatella Cinelli Colombini indica i primi elementi per l’enoturismo in tempo di Covid -19

Il turismo del vino riparte con la “terapia del paesaggio” trekking nelle vigne e degustazione con panorama

L’accoglienza della cantine diventa sempre più green, più cantine aperte nei weekend ed in pausa pranzo, prevalentemente su prenotazione, per non perdere nessuna occasione di godere al meglio la vacanza da winelover

Sarà un’occasione per ripensare il modo di fare turismo del vino, più organizzato e meno last minute. Ma certamente non meno emozionante. L’emergenza Covid-19, secondo un’indagine condotta dal Movimento Turismo del Vino in Italia, ha picchiato duro contro il turismo enogastronomico, ed in particolare con le cantine, che nell’87% dei casi si sono dichiarate molto danneggiate soprattutto in termini di vendita (91%) e di presenze dirette in cantina. Il settore enoturistico dunque, appare come uno dei più colpiti (84%), con gran parte delle cantine (77%) che ha già messo in conto di dover compiere enormi sforzi per rientrare in carreggiata.

Tuttavia ripartire è possibile, con qualche novità che potrebbe portare ad una rivalorizzazione di aspetti fino ad oggi ritenuti secondari. Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata Cantine aperte e del Movimento del Turismo del vino, per riportare il sole sul settore, ha in mente una ricetta ben precisa: “Più sport all’aria aperta – sostiene – più panorami e meno botti nella wine hospitality al tempo del covid. I wine lovers si dovranno abituare a prenotare la visita nelle aziende di produzione ma, probabilmente, ne troveranno molte di più aperte nel week end e all’ora di pranzo”.

La proposta di un turismo alterativo e diretto a luoghi verdi, poco affollati, dove praticare sport all’aria aperta dovrebbe anzi essere il nocciolo di un’alleanza fra istituzioni e imprese, capace di innescare la ripartenza dei viaggi in Italia. La trasformazione dell’offerta turistica enogastronomica, che ha nelle cantine la sua punta di diamante, nel locomotore della ripresa dei viaggi degli italiani è un’impresa difficile ma non impossibile.

Fino a poco tempo fa, le denominazioni TOP avevano un’attenzione soprattutto da parte di turisti provenienti dall’estero; oggi diventa necessario riorganizzare completamente e velocemente i sistemi di prevenzione, i percorsi di visita, gli assaggi ed i punti vendita. Dovrà essere garantita l’apertura nei giorni festivi e in coincidenza con il pranzo, rinunciando all’orario “impiegatizio” che ha finora caratterizzato l’apertura delle cantine.

“Un grosso sforzo organizzativo e economico – sottolinea Donatella Cinelli Colombini – che potrebbe, con il sostegno istituzionale, calamitare visitatori al punto da rianimare l’economia dei territori interni del nostro Paese. Allo scopo quindi, servirà un impegno concreto da parte dell’ente pubblico, al quale viene demandato di mettere in campo la comunicazione sulle radio e televisioni pubbliche, oltre ad una riorganizzazione del sito Italia.it ed il raggiungimento di accordi con i grandi players del turismo on line come Expedia, Google, TripAdvisor, affinché promuovano l’enogastronomia come attrattiva di viaggio”.

Ma cosa troveranno i winelovers nelle aziende del vino in questo scenario post Covid, è tutto in divenire. Donatella Cinelli Colombini, enuncia i principali elementi che dovranno caratterizzare questa fase, premettendo che – almeno per un periodo – la visita fra botti e tini sarà pressoché impossibile: “È dovere dei titolari salvaguardare la salute di visitatori e dipendenti, quindi le aree per il turismo e la produzione enologica dovranno essere rigorosamente separate. Questo anche perché l’igienizzazione delle cantine è difficile senza usare il cloro che attaccherebbe al vino il pestilenziale odore di tappo”. Gli ambienti sotterranei o raffreddati con impianti a ricircolo d’aria, devono essere riservati solo al sonno del vino.

Tuttavia le possibilità di vivere una esperienza rigenerativa in mezzo alla natura, dopo i lunghi mesi di lockdown, ci saranno e si riveleranno più che interessanti. Infatti la buona notizia riguarda la possibilità di scegliere fra centinaia di destinazioni enoturistiche in ogni parte d’Italia, basta consultare il sito del Movimento Turismo del Vino per trovare molte delle più organizzate e prenotare la visita.

“È auspicabile – continua Donatella Cinelli Colombini – che l’emergenza coronavirus e la prospettiva di riattivare la vendita diretta, spinga molte cantine ad arricchire la propria proposta turistica con trekking nei vigneti, picnic, degustazioni all’aperto, safari fotografici, pranzetti a base di salumi e formaggi tipici magari di fronte a un bellissimo panorama”.

Tutte proposte che coniugano l’assaggio del vino con il godimento degli scenari naturali. Quella “terapia del paesaggio” che viene indicata come un vero rigenerante del sistema nervoso, ma che gli esperti di Science of selling wine considerano anche uno strumento di maggior apprezzamento del nettare di bacco. Circostanza confermata dagli studi di neuromarketing; in altre parole, davanti a un panorama incantevole il vino sembra più buono. “Una rivincita dei panorami – aggiunge Donatella – che tornano protagonisti e devono offrire ai visitatori esperienze emozionanti da vivere, fotografare e ricordare”.

Da parte sua, il turista wine lover, dovrà quindi abituarsi a prenotare la visita; l’accesso nelle aziende agricole verrà infatti contingentato per impedire affollamenti e dunque, chi non vuole fare lunghe attese fuori dai cancelli, dovrà prendere l’abitudine di prenotare anticipatamente ogni tappa del proprio viaggio. Nessun problema invece per lo shopping in cantina: il vino, per la sua componente alcolica e per la presenza di resveratrolo, è assolutamente esente da coronavirus. E sull’imballaggio, non sopravvive che poche ore; per essere tranquilli sarà sufficiente “tenerlo in quarantena” un giorno prima di toccarlo senza precauzioni.

***** Donatella Cinelli Colombini, è stata la prima ad intuire il potenziale turistico dei luoghi del vino e su questo ha sviluppato l’idea di Cantine Aperte, la giornata che dal 1993 celebra l’enoturismo. Dal 1998 è al timone del Casato Prime Donne a Montalcino – dove produce Brunello – e della Fattoria del Colle a Trequanda, con cantina di Chianti e complesso agrituristico: entrambe detengono il primato di essere le prime due cantine in Italia con un organico interamente al femminile.
Vincitrice nel 2003 dell’Oscar di miglior produttore italiano, Donatella Cinelli Colombini ha ottenuto importanti riconoscimenti di valore per il suo lavoro: il Premio Internazionale Vinitaly nel 2012 ed il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana nel 2014. Dal 2016 è Presidente Nazionale delle Donne del Vino, mentre dal 2001 al 2011 ha ricoperto l’incarico di Assessore al Turismo al Comune di Siena, ideando in tale frangente una nuova forma di turismo sostenibile e salutare come il Trekking Urbano.
Donatella Cinelli Colombini ha nel suo curriculum anche importanti pubblicazioni, come il Manuale del turismo del vino, Marketing del turismo del vino e Marketing delle Cantine aperte ed è docente in varie Università italiane e relatrice a convegni sul tema dell’enoturismo e del turismo del vino.

Per maggiori informazioni
Casato Prime Donne, Montalcino – Fattoria del Colle, Trequanda SI  0577 662108 pr@cinellicolombini.it

Addetta stampa
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Trekking nei vigneti – Donatella Cinelli Colombini
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Località Colle
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Cantine Aperte

2005_TEN_Evento_02-870x35030 e 31 maggio 2020

Cantine Aperte, l’evento organizzato dal Movimento Turismo Vino tra i più amati dagli eno-appassionati e che da oltre 25 anni porta alla scoperta dell’Italia del vino, quest’anno si rinnova e diventa online con un’edizione speciale virtuale.

Per essere insieme, anche se lontani, abbiamo aderito all’iniziativa del Movimento Turismo Vino Veneto con un momento di condivisione online: attraverso i nostri canali social, Facebook e Instagram, brinderemo insieme a voi allo scoccare delle ore 10:00 di domenica 31 maggio come buon auspicio per la ripartenza dell’enoturismo.
Sarà un brindisi virtuale per farvi sentire la nostra vicinanza, per dirvi che noi ci siamo e che non vediamo l’ora di rivedervi.

Anche voi potrete brindare assieme a noi! Come? Stappate una nostra bottiglia acquistandola tramite il servizio di consegna a domicilio o tramite la piattaforma iorestoacasa.delivery.
Condividete poi le foto con le bottiglie Tenute Tomasella sui vostri profili social con gli hashtag #Piacere #CantineAperte2020 #TenuteTomasella #MtvVeneto e #CantineAperteInsieme: sarà un piacere brindare con voi anche in questo modo!

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Carpenè Malvolti tra le storie narrate nel fil “Artedvino”

Carpenè Malvolti tra le storie narrate nel fil “Artedvino”

Il film è stato promosso dalla Fondazione Edison e dalla Federvini

La storica Cantina di Conegliano tra i protagonisti del racconto cinematografico su economia, territori, arte e cultura del vino, presentato ieri in videoconferenza con la Ministra On. Teresa Bellanova

C’è anche la Carpenè Malvolti con la sua storia ultracentenaria tra i protagonisti del racconto cinematografico ARTEDIVINO su economia, territori, arte e cultura del vino, presentato ieri pomeriggio in videoconferenza – promosso dalla Fondazione Edison e dalla Federvini – sul canale YouTube della Fondazione stessa e ripreso dalla pagina facebook della Ministra per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali On. Teresa Bellanova.

“Il mio trisavolo nonché Fondatore dell’Impresa Antonio Carpenè – spiega nel frame dedicato al mondo del Prosecco Rosanna Carpenè, quinta Generazione della Famiglia che da 152 anni lo produce nell’omonima Cantina di Conegliano – era un grande appassionato e studioso. Quello che vedeva al suo tempo era una cultura vitivinicola non così evoluta tanto che il suo più grande desiderio è stato quello di innovarla, per condurla attraverso tecniche scientifiche ed enologiche ad un livello superiore. Per farlo – continua – aveva voluto fortemente la nascita della prima Scuola Enologica d’Italia, l’Istituto Cerletti, che ancora oggi ha la sua sede in Conegliano”.

Citando la produzione d’eccellenza, il focus di Rosanna Carpenè si concentra sul Cartizze: “è il prodotto top, che fa sempre parte della D.O.C.G. e viene prodotto su un territorio ancora più ristretto, all’interno alla già delimitata area del Prosecco. Un piccolissimo lembo di una collinetta la cui particolarità si esprime nella posizione geografica, l’esposizione al sole e la qualità del terreno”.

Tuttavia, il concetto che più sta a cuore a Rosanna risiede nella storicità dell’Impresa e nella peculiarità di essere rimasta sino ad oggi per sei Generazioni in mano alla sua medesima Famiglia. “È la cosa – conclude – che dà il maggior valore in assoluto alla Carpenè Malvolti”.

Un progetto che si muove su una citazione di Aristotele, “Il vino conforta la speranza”, è stato realizzato dall’Economista e Regista tedesco Alexander Kockerbeck con l’intento di restituire al mondo del vino italiano il suo indiscusso fascino attraverso il racconto di luoghi, cantine, personaggi protagonisti dell’eccellenza vitivinicola. Si propone di comunicare il valore strategico del settore sui mercati globali e l’indissolubile legame che insiste tra vini e Territori. Due elementi chiave che giocheranno anche nei prossimi mesi un ruolo di primo piano nella gestione del settore vitivinicolo, già pilastro del made in Italy sia in termini di produttività che di occupazione, valorizzazione del territorio ed export che risucirà anche ad andar oltre la straordinaria congiuntura corrente.

Alla videoconferenza ed al contestuale dibattito incentrato sugli asset salienti affrontati nel film – ovvero numeri del vino, arte e vino, territori e paesaggi, vino e cibo ed internazionalizzazione – sono intervenuti oltre alla Ministra per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali anche il Presidente della Federvini, la Direzione della Fondazione Edison nonché il regista Alexander Kockerbeck.

Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.
Marzia Morganti marzia.morganti@gmail.com, ph. 335 6130800
press-office@carpene-malvolti.com , www.carpene-malvolti.com

Carpenè Malvolti Spa – Via A. Carpenè 1 – 31015 – Conegliano (TV) – P.I. 00174380261

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Turismo del vino ucciso dal covid

3bfc4870-0c0a-4df0-ae09-524461f9dc09Turismo del vino ucciso dal covid

Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata Cantine Aperte e prima promotrice del turismo del vino in Italia, docente di enoturismo in Master universitari e autrice di tre manuali sulla wine hospitality, fa il punto sugli effetti del Covid-19 nelle cantine turistiche italiane che perdono business e posti di lavoro perché difficilmente riusciranno a ripartire dopo la fase 1.

La crisi del turismo mondiale blocca un business da 1.300 miliardi vuotando aerei, alberghi, ristoranti, agenzie viaggi e cantine che perdono i migliori clienti

Il turismo è la vittima economica principale dell’epidemia covid: un miliardo e quattrocento milioni di viaggiatori l’anno con un business mondiale intorno a 1.300 miliardi bloccato dalla paura. Paura di salire in aereo dove potrebbero esserci dei passeggeri contagiosi oppure di andare in alberghi o ristoranti dove il viaggiatore precedente, forse malato di Covid-19, potrebbe aver starnutito su coperte o cestini del pane…. La reclusione in casa ha aumentato la percezione di pericolo rispetto a tutto quello che sta fuori delle mura domestiche per cui le vacanze, più che momenti di evasione, appaiono come esperienze ansiogene con il coronavirus sempre in agguato.

Meglio evitare? Una prospettiva che la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha espresso con la frase “non prenotare le vacanze della prossima estate” e che il Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro ha ripreso il 17 aprile “è presto per pensare alle vacanze”.

In questo disastroso 2020 ogni Paese cercherà di tenere i cittadini nei propri confini nazionali e probabilmente anche gli Italiani faranno viaggi di prossimità. Per questo le destinazioni turistiche dove i viaggiatori sono prevalentemente italiani saranno meno colpite rispetto a regioni, come la Toscana, dove gli arrivi dall’estero hanno percentuali molto alte e fra loro gli Statunitensi sono numerosi (9% degli arrivi totali). Qui si sta delineando un autentico tracollo. Non dimentichiamo che il turismo estero vale oltre 40 miliardi per l’Italia.

Più grave la situazione in campagna dove il turismo si è sviluppato negli ultimi anni sotto forma di agriturismo e turismo enogastronomico. In queste zone, ad esempio, i ristoranti non hanno, oppure hanno pochissima clientela locale e, rispetto ai colleghi di città non possono usare il delivery come alternativa. Non escluderei che molti decidessero di rimanere chiusi per tutto il 2020.

Oltre alla diminuzione dei flussi turistici esiste infatti un altro aspetto da considerare: gli effetti dell’eventuale contagio dove, per ora, l’epidemia di coronavirus è stata quasi assente. Prendiamo in esame le attività turistiche più problematiche, quelle delle aziende agricole – ricettività, ristorazione e enoturismo – che sono accessorie e spesso in promiscuità, con i lavori propriamente agricoli. Portando i visitatori in azienda aumenta il numero delle misure protettive da prendere nell’impresa nel suo complesso, ma soprattutto aumenta la probabilità di contrarre il covid. In una simile eventualità l’obbligo di quarantena potrebbe riguardare sia chi lavora nell’hospitality che il personale di cantine, uffici, vigneti e altre attività tipicamente rurali, con il blocco totale di ogni produzione.

Per le destinazioni del turismo enogastronomico che negli ultimi anni sono cresciute a doppia cifra facendo da locomotore alla ripresa del turismo in Italia, il futuro prossimo appare molto preoccupante. Il Chianti classico, le Langhe, la Valpolicella… hanno costruito un autentico sistema economico sull’attrattiva vino con alberghi e agriturismi, ristoranti, enoteche, cantine aperte al pubblico per visite, degustazioni e vendita diretta.

Per restringere alle sole cantine, l’esame dei problemi turistici creati dal coronavirus, è ipotizzabile che le 25.000 aziende enologiche italiane aperte al pubblico e fra esse le 5-8.000 ben organizzate per l’hospitality, occupino intorno a 30.000 dipendenti stagionali addetti all’enoturismo, oltre al personale a tempo indeterminato e ai membri delle famiglie produttrici. Tutte persone che potrebbero rimanere senza lavoro.

Se andiamo a vedere il contraccolpo economico della mancanza di vendita diretta nelle cantine abbiamo dati altrettanto sconfortanti: 2-2,5 miliardi di Euro che costituiscono una liquidità importante per le imprese italiane ma soprattutto una fonte di guadagno con marginalità nettamente più alta rispetto ai normali canali commerciali.

Come ha ben messo in evidenza Roberta Gribaldi nei suoi Rapporti sul turismo enogastronomico in Italia e dalle Città del Vino con l’Osservatorio diretto dal Professor Giuseppe Festa, il turismo del vino comprende un articolata serie di consumi che solo parzialmente riguardano le cantine. E’ da presumere che per un Euro speso nell’acquisto di bottiglie il visitatore ne paghi altri 5 nelle zone del vino per mangiare, dormire, fare shopping di specialità tradizionali o partecipare a eventi, corsi, degustazioni e altre occasioni di intrattenimento.

Secondo i dati della Banca d’Italia (2019) i turisti esteri in Italia spendono 12 miliardi all’anno in cibo e vino consumato nei pasti oppure acquistato come shopping goloso. Un autentico motore per la ristorazione e i negozi di tutte le città turistiche. Un motore che oggi è spento e farà rallentare anche chi riforniva questi luoghi di consumo e vendita cioè le cantine e i produttori di specialità alimentari di eccellenza. Non scordiamoci che fino allo scorso anno metà dei 58 milioni di turisti stranieri in Italia aveva comprato almeno una bottiglia di vino.

Per maggiori informazioni
Casato Prime Donne, Montalcino – Fattoria del Colle, Trequanda SI 0577 662108 pr@cinellicolombini.it

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Cura Italia e strumenti finanziari per le Imprese

Cura Italia e strumenti finanziari per le Imprese

 Speciale DiDiritto in web conference e diretta live: “Cura Italia e strumenti finanziari per le Imprese” – www.didiritto.it –

Mercoledì 15 aprile, alle ore 18.00, sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/didiritto, il team di DiDiritto continuerà a parlare di “Coronavirus e Imprese: strumenti per la tutela ed il rilancio dell’economia ai tempi della pandemia”. Un incontro gratuito in cui si tratteranno insieme alcuni dei temi più attuali della situazione imprenditoriale italiana.

IL PROGRAMMA DELLA DIRETTA:

– Cura Italia: CIG, FIS ed altri strumenti a sostegno dell’occupazione e delle imprese nella crisi economica da pandemia
Avv. Laura Lieggi

– Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: un’opportunità per le imprese
Avv. Danilo Piscopo – Dott. William Petriccione

– Nuove Iniziative della Regione Puglia a favore di imprenditori, artigiani, lavoratori autonomi e liberi professionisti
Avv. Liana Barracane

– La garanzia del credito da parte dello Stato: il nuovo decreto salva imprese
Avv. Vittorio De Rosas

Moderatore Avv. Dario De Serio

Puoi rivedere la I PARTE qui

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Cesare Mazzetti con Fondazione Qualivita incontra il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella

df94f1da-1197-49db-b697-817697a5dea0Un segnale di attenzione e sostegno alle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane

Cesare Mazzetti con Fondazione Qualivita incontra il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella

Fondazione Qualivita incontra il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella

Roma – Il Presidente Cesare Mazzetti, il direttore Mauro Rosati e il Presidente del Comitato scientifico Paolo De Castro, della Fondazione Qualivita insieme al Direttore Massimo Bray dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.
Il Presidente della Fondazione Qualivita Cesare Mazzetti nell’occasione ha potuto descrivere al Presidente della Repubblica l’unicità del sistema delle Indicazioni Geografiche e dei Consorzi di tutela italiani, affermando il ruolo centrale che ricoprono nell’economia dei nostri territori e a livello culturale per l’immagine del Paese nel mondo, anche grazie al contributo delle organizzazioni di rappresentanza Origin Italia e Federdoc.
Il Presidente Mattarella, partecipe delle esigenze di valorizzazione e tutela dei prodotti di fronte alle sfide attuali, ha mostrato interesse alle iniziative presentate e ha incoraggiato il sistema delle Indicazione Geografiche a proseguire sulla strada intrapresa.
Fonte: Fondazione Qualivita

Indicazioni Geografiche, Consorzi di tutela, tra cui i due Consorzi dell’Aceto Balsamico di Modena e sistemi di certificazione patrimonio della cultura italiana

Cesare Mazzetti inoltre illustrando il patrimonio agroalimentare italiano ha tenuto in modo particolare a descrivere al Presidente Mattarella – anche come rappresentante dei consorzi dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP – le peculiarità dei due prodotti che in questi anni ha proiettato il territorio modenese ai primi posti della graduatoria delle Indicazioni Geografiche italiane, come testimonia il Rapporto Qualivita/Ismea presentato ieri a Roma.

Fonte: Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

Ufficio Stampa Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.
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La #Dopeconomy supera 16.20 MIliardi di euro, +6,0% in un anno

0038a8d5-fced-468a-9122-3cfce5ddde1cLa #Dopeconomy supera 16.20 MIliardi di euro, +6,0% in un anno

DOP IGP 20% del valore agroalimentare nazionale. Export per la prima volta oltre 9 miliardi

Comparto Food DOP IGP: superati i 7 miliardi di euro alla produzione, export più che triplicato dal 2008.

Il Vino IG sfiora i 9 miliardi di euro di valore dell’imbottigliato, export vale l’87% del totale vinicolo italiano.

72f3b041-2fc4-418a-ab98-40c8ad185fe7La #DopEconomy italiana si conferma driver fondamentale e indiscusso dei distretti agroalimentari del nostro Paese. Lo certifica il XVII Rapporto Ismea-Qualivita che nella sua analisi sui dati produttivi 2018 registra una ulteriore crescita che si inserisce nel trend degli ultimi dieci anni per il settore Food e Wine DOP IGP, con un valore alla produzione delle oltre 800 Indicazioni Geografiche che per la prima volta supera i 16,2 miliardi di euro (+6,0% in un anno) e con l’export che scavalca la soglia dei 9 miliardi di euro (+2,5%), grazie al lavoro di oltre 180.000 operatori e l’impegno dei 285 Consorzi di tutela riconosciuti.

#DopEconomy: il peso nell’economia agricola italiana

03dcd91e-cf2d-4915-b6da-3e0468bcdf60Il valore di 16,2 miliardi di euro della produzione certificata DOP e IGP agroalimentare e vinicola nel 2018 mette a segno un +6,0% rispetto all’anno precedente e conferma un trend di crescita ininterrotto negli ultimi dieci anni per il comparto. Un incremento di un miliardo in un solo anno del valore alla produzione per il Food e Wine DOP IGP italiano, con la #DopEconomy che arriva a fornire un contributo del 20% al fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale. Cre­scita trainata dalle performance del comparto vino (+7,9% valore alla produzione dell’imbottigliato), ma ottima è anche la tendenza dell’agroalimentare (+3,8% valore alla produzione).

Export DOP IGP: ruolo guida per il made in Italy di qualità

Le DOP e IGP agroalimentari e vitivinicole consolidano il loro ruolo guida della qualità agroali­mentare “made in Italy” all’estero, con un export di settore che per la prima volta raggiunge e supera i 9 miliardi di euro nel 2018. Una crescita che vale il +2,5% in un anno, mantenendo stabile la quota del 21% nell’export agroalimentare italiano. Il contributo maggiore a questo risultato è fornito dal comparto dei vini con un valore di oltre 5,4 miliardi mentre più stabile è il valore delle DOP e IGP agroalimentari che si attesta sui 3,6 miliardi per un +1,2% annuo.

Impatto territoriale: valore diffuso fra piccole realtà produttive e grandi distretti

L’analisi degli impatti economici territoriali elaborata nel Rapporto Ismea-Qualivita 2019, mostra come tutte le province in Italia hanno una ricaduta economica dovuta alle filiere IG agroali­mentari e/o vitivinicole, un sistema che caratterizza tutto il Paese anche se la concentrazione del valore è forte in alcune realtà: le prime quattro regioni per impatto economico si trovano al Nord Italia e concentrano il 65% del valore produttivo IG e le prime cinque province superano la metà del valore complessivo generato a livello nazionale dalle filiere Food e Wine DOP IGP. Si contano cinque regioni sopra 1 miliardo € di valore generato dalle IG.

Food DOP IGP STG: prima volta valore oltre 7 miliardi, export +218% dal 2008

Nuovo record per l’agroalimentare italiano DOP IGP STG che nel 2018 raggiunge i 7,26 miliardi di euro di valore alla produzione e cresce del +3,8% rispetto al già positivo 2017, con un trend del +43% dal 2008. Il valore al consumo pari a 14,4 miliardi di euro conferma il risultato dell’anno precedente, mentre continua la crescita sul fronte export che per il comparto Food IG raggiunge i 3,6 miliardi di euro per un +1,2% su base annua con le esportazioni agroalimentari DOP IGP che dal 2008 hanno registrato ogni anno una crescita in valore (+218% in totale). Un terzo delle esportazioni in valore è verso Paesi Extra UE (33%), mentre i mercati principali si confermano Germania (20%), USA (18%) e Francia (15%).

Vino DOP IGP: 8,9 miliardi il valore imbottigliato, export 5,4 miliardi

Grande crescita anche per il valore alla produzione dei vini IG sfusi a 3,5 miliardi di euro (+9,1% su base annua), con l’imbottigliato che raggiunge 8,9 miliardi di euro (+7,9%). La produzione complessiva resta sotto la soglia dei 25 milioni di ettolitri con tendenze opposte tra le DOP che superano i 16 milioni di ettolitri (+7,4%) e le IGP ferme a 8,3 milioni di ettolitri (-10,3%). La tra­sformazione di alcune IGP e l’introduzione di nuove DOP, hanno contribuito ad affermare queste ultime nell’assetto geografico e quantitativo nazionale. Ancora bene l’export che nel 2018 rag­giunge 5,4 miliardi di euro (+3,5%) su un totale di 6,2 miliardi del vino italiano nel suo complesso: i vini DOP IGP rappresentano il 74% del totale export vinicolo italiano in volume e l’87% in valore.

DOP IGP STG nel mondo: oltre un prodotto su quattro è italiano

A fine 2019 l’Italia conferma il primato mondiale per numero di prodotti certificati con 824 DOP, IGP, STG nei comparti Food e Wine su 3.071 totali: oltre un prodotto su quattro registrato come DOP, IGP, STG nel mondo è italiano. Nel 2019 sono state registrate 32 nuove IG nel mondo, 24 Food (fra cui l’Olio di Puglia IGP in Italia) e 8 Wine (fra cui il Nizza DOP in Italia), con i numeri maggiori in Spagna (+7), Croazia (+4), Regno Unito, Italia, Francia, Grecia, Austria, Romania (+2). Nel 2019 l’Italia raggiunge la soglia dei 300 prodotti Food DOP, IGP, STG: anche questo un pri­mato mondiale (il secondo Paese è la Francia con 251 prodotti Food IG).

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Dazi Usa: Origin Italia importamte collaborazione per le DOP e IGP Un ringraziamento alle autorità italiane ed europee per il lavoro svolto Il timore di un inasprimento dei dazi USA all’importazione per i prodotti DOP ed IGP è svanito e dunque la filiera può tirare un sospiro di sollievo e concentrarsi sulle azioni per dare stabilità al mercato. La buona notizia arriva in queste ore insieme alla pubblicazione della lista dell’Ustr americana che indica i prodotti soggetti a dazi e nella quale l’agroalimentare italiano non compare. “Un ulteriore aumento dei dazi oltre il 25% del valore applicato ad ottobre sarebbe stato un duro colpo per tutta la filiera produttiva delle DOP ed IGP – afferma il Presidente di OriGIn Italia Cesare Baldrighi – così come per gli importatori e gli stessi consumatori statunitensi che ricercano nei nostri prodotti distintività e specificità”. In più occasioni – aggiunge – abbiamo espresso l’auspicio e la convinzione che solo un efficace lavoro delle istituzioni sia italiane che europee sarebbe stato utile alla nostra causa e l ‘importante risultato di oggi ci conferma di aver ben riposto la nostra fiducia”. E’ stato dunque scongiurato il rischio di far subire alle eccellenze Made in Italy danni economici irreparabili e questo grazie soprattutto all’encomiabile lavoro di squadra condotto negli ultimi mesi dalle Istituzioni sia nazionali che comunitarie. In tale processo, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha giocato un ruolo senz’altro determinante, mostrando capacità ed autorevolezza ed un presidio constante dei tavoli europei. Ufficio Stampa Origin Italia – AICIG Marte Comunicazione snc press@origin-italia.it Marzia Morganti cell. 335 6130800 email: marzia.morganti@gmail.com Niccolò Tempestini cell. 3398655400 email: ntempestini@gmail.com

0038a8d5-fced-468a-9122-3cfce5ddde1cDazi Usa: Origin Italia importamte collaborazione per le DOP e IGP
Un ringraziamento alle autorità italiane ed europee per il lavoro svolto
Il timore di un inasprimento dei dazi USA all’importazione per i prodotti DOP ed IGP è svanito e dunque la filiera può tirare un sospiro di sollievo e concentrarsi sulle azioni per dare stabilità al mercato. La buona notizia arriva in queste ore insieme alla pubblicazione della lista dell’Ustr americana che indica i prodotti soggetti a dazi e nella quale l’agroalimentare italiano non compare.

“Un ulteriore aumento dei dazi oltre il 25% del valore applicato ad ottobre sarebbe stato un duro colpo per tutta la filiera produttiva delle DOP ed IGP – afferma il Presidente di OriGIn Italia Cesare Baldrighi – così come per gli importatori e gli stessi consumatori statunitensi che ricercano nei nostri prodotti distintività e specificità”. In più occasioni – aggiunge – abbiamo espresso l’auspicio e la convinzione che solo un efficace lavoro delle istituzioni sia italiane che europee sarebbe stato utile alla nostra causa e l ‘importante risultato di oggi ci conferma di aver ben riposto la nostra fiducia”.

E’ stato dunque scongiurato il rischio di far subire alle eccellenze Made in Italy danni economici irreparabili e questo grazie soprattutto all’encomiabile lavoro di squadra condotto negli ultimi mesi dalle Istituzioni sia nazionali che comunitarie. In tale processo, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha giocato un ruolo senz’altro determinante, mostrando capacità ed autorevolezza ed un presidio constante dei tavoli europei.

Ufficio Stampa Origin Italia – AICIG
Marte Comunicazione snc press@origin-italia.it
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Sapeur, i sapori della tradizione italiana – Forlì

Sapeur, i sapori della tradizione italiana – Forlì

Dal 24 al 26 gennaio 2020
18ª edizione

Mercato con prodotti tipici e di qualità

6° Forlì Wine Festival

1° Forlì Beer Festival

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Il “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina”

le protagoniste del festival della cozza tarantinaIl “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” riparte da Gallipoli con la ventesima edizione
Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico
Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi,  riscuotendo unanimi consensi,  tanto da essere locandina XX edizione Festival cozza tarantinaimitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana  definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi  non  necessita più di  essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione   parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni –  dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat Parade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su  nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le reFestival cozza tarantinalazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con  tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria  politica di valorizzazione sul contesto italiano.
E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il  mollusco bivalve   con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della  storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine  i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare jonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la  XX  edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel  Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa  il Gran Premio “Pizza e Cozze Tarantine” a cui seguiranno altri  appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello,  per la ventesima edizione  ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival,  che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef  di Gallipoli (Le).
La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con  esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché  di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora  e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.
Harry di Prisco
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Numeri in crescita per il consorzio cooperativo Terre Cevico che ha presentato la gestione 2018/2019.

 Numeri in crescita per il consorzio cooperativo Terre Cevico che ha presentato la gestione 2018/2019.
I risultati della gestione 2018-2019 di Terre Cevico. Fatturato consolidato 167 milioni di euro (+1,8%), Patrimonio netto a 71 milioni (+1,4%), Export in forte crescita (+12,9%). Boom del vino bio: primo esportatore in Cina.
Marco Nannetti: “Una cooperativa internazionale col cuore in Romagna”
Una cooperativa internazionale col cuore in Romagna. Terre Cevico, consorzio cooperativo presieduto da Marco Nannetti, ha celebrato alla Fattoria Guiccioli a Mandriole di Ravenna la sua assemblea annuale presentando i risultati della gestione 2018/2019.
Tutti in crescita i numeri del gruppo: 167 milioni di euro di fatturato consolidato (+1,83%), 71 milioni di patrimonio netto (+1,40), 49,3 milioni di export (+12,98), 7,1 milioni di plusvalore riconosciuto ai soci (+4,22%).
Di rilievo la crescita dell’export (era di 42,9 milioni nello scorso esercizio) con vendite in 65 paesi e quattro mercati in evidenza: Cina (primo esportatore italiano), Giappone (secondo esportatore), Stati Uniti e Russia.
Terre Cevico nasce in Romagna e lì mantiene il proprio ‘cuore’, ma per affrontare adeguatamente le richieste del mercato globale, col tempo si è strutturata per proporre vini che rappresentino tutta l’enologia italiana. La rete di imprese che fa capo alla cooperativa lughese si è estesa e si sta estendendo nelle altre regioni italiane e in tutto il mondo: è una filiera moderna in cui ogni passaggio, dalla produzione alla commercializzazione, è coordinato e controllato scrupolosamente. Così, oggi, Terre Cevico può contare su circa 7 mila ettari di vigneto, gran parte dei quali in Romagna, condotti da circa 5.000 soci viticoltori, in grado di fornire uve per una quantità di vino stimata in oltre 1 milione di ettolitri, e 100 milioni di bottiglie prodotte. Terre Cevico, quindi, gestisce oltre il 30% della produzione del bacino romagnolo e oltre la metà del vino del gruppo è venduto confezionato.
Terre Cevico comprende una serie di società (Terre Cevico, Le Romagnole, Colli Romagnoli, Le Romagnole Due, Due Tigli, Rocche Malatestiane, Sprint Distillery, Winex, Tenuta Masselina e Medici Ermete & Figli) ed altre partecipazioni(tra cui cantine Giacomo Montresor e Bolé) per un fatturato complessivo di 167 milioni di euro. In crescita costante il giro d’affari della capogruppo che al 31 luglio scorso aveva raggiunto i 103,4 milioni.
Grazie alla sua potenzialità produttiva, Terre Cevico si colloca fra le prime imprese vitivinicole italiane sia nel segmento del vino confezionato, commercializzato in 65 nazioni, sia in quello del vino sfuso, esportato praticamente verso tutti i Paesi della UE.
“Il modello cooperativo è l’elemento fondamentale di questa strategia imprenditoriale: al centro ci sono i soci produttori delle uve e dei vini che, proprio attraverso le dinamiche cooperative, sviluppano al meglio il rapporto mutualistico sia per quanto riguarda gli aspetti economici, sia per quelli di qualificazione produttiva. Il modello viene sviluppato e ampliato con nuove zone e nuovi vini, sempre aumentando la qualità e la sostenibilità della produzione”, dice il presidente Marco Nannetti.
In grande evidenza i numeri del vino biologico di Terre Cevico. Il consorzio lughese ha puntato da tempo sul vino biologico con un incremento importante delle bottiglie vendute in Italia (3,6 milioni) e in 34 Paesi del mondo, dove il numero di bottiglie equivalenti è quasi quintuplicato; in pratica si è passati dai 5.620 ettolitri di vino bio confezionato in vari contenitori venduto nel 2017-18 ai 27.178 ettolitri dell’esercizio 2018/2019. Di rilievo la performance in Cina dove Terre Cevico è il primo esportatore di vino italiano bio su un mercato assai esigente in termini di certificazione. La linea vini Bipuntoio, la prima lanciata dal gruppo, è arrivata a quasi 4.500 ettolitri nel 2018-19, con un fatturato di quasi 2 milioni di euro. B.io valorizza i vitigni più tradizionali, contribuendo a mantenere la biodiversità e i paesaggi viticoli con piccole vigne inframmezzate a frutteti, oliveti, prati e terre seminate.
Nell’ambito del Bilancio di sostenibilità, sono stati evidenziati i numeri del personale di Terre Cevico. Analizzando la squadra (260 addetti), si nota un rispetto delle “quote rosa”, che rappresentano complessivamente un 38% del personale. Lo staff si distingue anche per una bassa età media: più del 60% dei dipendenti ha un’età compresa tra i 18 e i 48 anni, con i più giovani che fanno parte del gruppo degli avventizi. Di più: osservando la provincia di residenza si nota come la maggior parte del personale provenga dal bacino romagnolo, con particolare riferimento alle province di Ravenna e Forlì-Cesena, dove operano i due principali stabilimenti per l’imbottigliamento. Questi dati accreditano la sostenibilità economico-sociale di Terre Cevico, che alimenta il lavoro sul territorio e contribuisce a diminuire lo stress da trasferimento al luogo di lavoro dei dipendenti. Non va trascurato poi il minor input energetico legato a più brevi percorsi casa-lavoro e viceversa.
Gli interventi all’Assemblea. Sono intervenuti, a presentare i risultati di gestione e i progetti, il direttore amministrativo e finanziario Massimo Gallina e il direttore generale Lauro Giovannini.
Portando il saluto dell’Amministrazione comunale di Ravenna, l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Cameliani ha indicato in Terre Cevico una storia di successo e un modello vincente di impresa cooperativa legata alle tradizioni e al territorio, attenta alla crescita sui mercati internazionali. Un ringraziamento al Consorzio di Lugo per l’attenzione al territorio, all’ambiente e al rapporto con le istituzioni locali è venuto anche dal Sindaco di Lugo, Davide Ranalli.
Il neo-coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Luca Rigotti, ha sottolineato l’importanza del lavoro comune del mondo cooperativo vitivinicolo su temi di grande rilievo come l’autogoverno dell’offerta di vini generici e varietali e il recupero dei sottoprodotti che oggi sono un peso per i produttori. “Il lavoro fatto a livello europeo, ha detto Rigotti – è stato prezioso per sbloccare alcuni dossier di grande rilievo per il nostro export, come l’eliminazione del limite dei 5 anni per la promozione nei paesi extra-Ue”.
Giovanni Monti, presidente Legacoop Emilia Romagna, ha indicato in Terre Cevico la punta di diamante di un comparto agroalimentare che “in regione cresce creando sviluppo e occupazione e che annovera alcuni tra i più importanti marchi del food and wine made in Italy. Le imprese cooperative di ogni comparto, che in regione fatturano qualcosa come 44 miliardi, hanno davanti a loro la sfida della nuova programmazione dei fondi europei e della crescita sui mercati internazionali nonostante le incognite legate alla Brexit, ai dazi americani e risorgente protezionismo in tante aree del mondo”.
Le conclusioni all’Assessore Regionale alle Politiche Agricole Simona Caselli: “Complimenti a Cevico realtà importante di questa regione. La scommessa delle viticoltura dei prossimi anni è l’innovazione: lo ha ribadito di recente l’Unione Europea, tanto che i futuri fondi comunitari saranno indirizzati all’economia circolare ed ecosostenibile. Noi come Regione siamo pronti a questa sfida avendo investito 50 milioni di euro, più di tutti gli altri. Infine, un altro tema importante è la sostenibilità economica, ambientale e sociale; e qui la cooperazione riveste un ruolo fondamentale. Siete sulla strada giusta, andate avanti così”.
Ufficio Stampa Terre Cevico
(Maurizio Magni – Filippo Fabbri)
Tel. 0547.24284 / 3471567681
Filippo Fabbri – Agenzia PrimaPagina
Via Sacchi 31 – 47521 Cesena
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