E l’oste, trasformatosi in sommelié

E l’oste, trasformatosi in sommelié dentro osterie diventate butik delle beve più raffinose, non ti porge più onesti e rudi Albane e rosso Sangiovese, ma officia dove un vino non sa più di vino ma ha sentori d’anice, e di foglie di bosco (del tardo autunno) e venature di sumiclizia e di cardamomo, di terra di siena e di blé ultramarino, che vien voglia di gettarlo per le terre e non sorbettarlo.
Fancesco Guccini

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E’ come quando vedi i vecchi che bevan vino, che lo sciaguattano di qua e di là,

alzan la chiorba per cercare l’ispirazione, poi fan di sì, in su e in giù,
spingendo i labbri in fuori, per dire: proprio bòno. Ma muover la testa per
dir di no, in vero, non li ho mai visti.
Francesco Guccini

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L’amore per il Lambrusco

Di modenese, dico sempre, mi sono rimaste dentro due cose fondamentali: l’accento, che però si va via via attenuando, ed un’altra che fortunatamente non si attenua, l’amore per il Lambrusco.

Francesco Guccini

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