Agricoltura e Turismo per un solo Ministero?

Agricoltura e Turismo per un solo Ministero?

Per Città del Vino e Città dell’Olio è una buona idea

Lo affermano i presidenti delle due Associazioni che stanno concordando azioni comuni per promuovere l’incoming turistico nei territori rurali custodi delle eccellenze “made in Italy”. Presto la firma di un protocollo d’intesa per condividere progetti e azione politica

“Unire le competenze del Ministero delle Politiche Agricole e del Turismo? È una buona idea”. Lo affermano Floriano Zambon e Enrico Lupi, presidenti, rispettivamente, dell’Associazione Città del Vino e dell’Associazione Città dell’Olio, che si sono incontrati ieri a Roma per programmare una serie di iniziative comuni per dare più forza all’azione delle due associazioni che, complessivamente, riuniscono circa mille Comuni italiani. “L’idea di aggregare le competenze dell’Agricoltura e del Turismo, che da alcuni giorni circola negli ambienti del neonato governo – affermano entrambi i presidenti – la riteniamo più che positiva, tenuto conto che da anni le due nostre associazioni stanno portando avanti molteplici iniziative a sostegno del turismo rurale ed enogastronomico, oggi divenuti un settore strategico in grado di dare alle aziende agricole nuove opportunità di reddito. Siamo convinti che il nuovo Ministro per le Politiche agricole Gian Mario Centinaio saprà dare il giusto impulso al settore se l’idea di mettere assieme agricoltura e turismo andrà avanti”. Oltre a condividere questo importante aspetto della futura azione del Governo, Città dell’Olio e Città del Vino stanno per firmare un protocollo d’intesa che dovrà servire sia a sviluppare incoming turistico nelle terre dell’olio e del vino sia per realizzare progetti condivisi a sostegno dei territori rurali. “Le due nostre associazioni – afferma Enrico Lupi, presidente di Città dell’Olio – hanno comuni obiettivi: promuovere i territori rurali valorizzando le loro eccellenze ambientali, gastronomiche, culturali. Molte sono le affinità che abbiamo, compreso il fatto di condividere molti Comuni soci, dove vino e olio rappresentano la loro identità più forte. Credo sia giunto il tempo di condividere anche alcuni dei nostri progetti”. Dello stesso avviso Floriano Zambon, presidente delle Città del Vino: “Il turismo enogastronomico è un settore che abbraccia tutte le produzioni tipiche di qualità dove vino e olio rappresentano quelle sicuramente più significative. Lo dimostra anche il nostro annuale Rapporto dell’Osservatorio sul turismo del vino che stima in circa 12 milioni di presenze di turisti che viaggiano lungo le strade delvino, dell’olio e dei sapori sparse in tutta Italia, per un giro di quasi 3 miliardi di euro”.

Tra gli obiettivi comuni, quello di riproporre al nuovo parlamento l’approvazione della Legge sul turismo del vino e dell’olio, che è stata presentata nella passata legislatura e che ha trovato parziale accoglimento in un emendamento alla legge di bilancio 2018, che consente alle aziende agricole di far pagare le degustazioni ai turisti. Altro obiettivo comune per Città del Vino e Città dell’Olio, quello di giungere all’approvazione di una legge che riconosca il ruolo delle Città di Identità come luoghi di produzione delle eccellenze gastronomiche e culturali italiane che possano contribuire a rafforzare l’attrattività delle produzioni eno-gastronomiche italiane e della filiera agroalimentare Made in Italy.

Associazione Nazionale Città dell’Olio

Villa Parigini – Strada di Basciano, 22 – 53035 Monteriggioni (Siena)

– Tel. 0577 329109 – Fax 0577326042 – www.cittadellolio.it – info@cittadellolio.it

Associazione Nazionale Città del Vino

Via Massetana Romana 58B – 53100 Siena – Tel. 0577 353144 – Fax 0577 627003

www.cittadelvino.it – info@cittadelvino.com

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La voce delle Reti d’Impresa partecipanti a VisiTuscia

eccellenze della TusciaLa voce delle Reti d’Impresa partecipanti a VisiTuscia
Grande soddisfazione per un avvio che si presenta di grande interesse per lo sviluppo turistico del territorio. Gli interventi dei quattro presidenti aderenti all’iniziativa

Un investimento ragguardevole, pari a circa 16,5 milioni di euro, per contribuire a cambiare i volti dei centri storici del Lazio. A tanto ammonta la cifra che l’Amministrazione regionale ha erogato a 127 realtà, costituitesi in Reti, di 88 comuni per un totale di 6.600 imprese coinvolte. Cospicua la partecipazione della Tuscia che ha visto ben 19 comuni aggiudicarsi 20 progetti (Viterbo ne ha due) per un insieme di 1208 attività economiche coinvolte. Di queste, quattro hanno aderito al progetto di VisiTuscia svoltasi, nella sua prima fase, la scorsa settimana, riscuotendo un lusinghiero successo.

“Già da tempo, ha dichiarato il Presidente di “Discover Canino” Silverio Salvi, si era manifestata la necessità di promuovere una incisiva azione di marketing partendo dal nostro prodotto d’eccellenza e dal sistema territoriale con tutti i suoi punti di forza (arte, cultura, agricoltura) per favorire lo sviluppo dell’intera area e incidere sul mercato. Ma c’era bisogno di una partnership pubblico-privato capace di ridisegnare un’offerta integrata in grado di far vivere al visitatore un’esperienza turistica che potesse coniugare  gli aspetti logo (1)della cultura con quelli dell’enogastronomia. Il progetto delle Reti ha risposto in pieno a questa nostra necessità  e da ora, grazie anche a VisiTuscia, sono certo che si potrà guardare al futuro in un’ottica diversa”. Raggiante il Sindaco della cittadina, Lina Novelli che ha sottolineato l’importanza della “Strada dell’Olio” e dell’opportunità di mettere in evidenza “la capacità di fare Rete di tutti i portatori di interessi locali, finalizzando gli investimenti in promozione e valorizzazione del prodotto”.

“Il progetto di “Enjoy Viterbo” non può prescindere dall’altro progetto (“Viterbo capitale medievale”) perché in evidenza viene l’intero territorio comunale, centro e frazioni comprese considerato che anche quest’ultime sono considerate centri storici”. E’ quanto ha dichiarato Sonia Pera, Assessore alle Attività Produttive del comune di Viterbo, accogliendo i giornalisti partecipanti al press tour nella Sala Regia del Palazzo dei Priori.  “Ed infatti, ha continuato Giovanni Agostini, Presidente di “Enjoy Viterbo”, il nostro progetto rappresenta imprese ed imprenditori che svolgono la propria attività sull’intero territorio comunale con una specializzazione nel turismo, nel commercio e più in generale in una termalità diffusa. Al progetto di Rete hanno aderito 116 aziende che si sono poste un obiettivo comune per portare a termine progetti condivisi. La parte preponderante delle aziende appartengono al settore turismo (60%), per il 20% al commercio e per il restante 20% suddiviso equamente fra artigianato e servizi. Fra le iniziative previste e in parte già realizzate (o da realizzare) con la collaborazione di VisiTuscia, abbiamo educational, press tour, spot televisivi, pacchetti turistici e la distribuzione di stampati, attraverso le maggiori testate specialistiche di turismo”.

Capodimonte panoramaUnire le forze per creare e costruire un’immagine comune del territorio e del mondo del commercio che lo caratterizza attraverso una politica di marketing non più calata dall’alto ma condivisa da tutte le realtà imprenditoriali del territorio”. E’ quanto ha dichiarato Susanna Cherchi, Presidente di “VisitMarta” nel corso dell’incontro con la Stampa avvenuto la scorsa settimana in occasione della manifestazione “Marta sotto le stelle” promossa in collaborazione con il GRAG (Gruppo Astrofili di Tarquinia Galileo Galilei). Un evento dedicato all’osservazione del sole e a quella notturna delle stelle direttamente dalla Torre dell’Orologio. “Questo, ha continuato la Cherchi, che recentemente ha assunto anche la delega al Turismo del Comune, era l’obiettivo della costituzione della Rete e questo è ciò che stiamo realizzando. Il risultato è lo sviluppo di un’immagine comune del territorio comunale, sia che si tratti di centro storico che di lungolago, con tutto ciò che lo contraddistingue che va dal turismo al commercio, dall’artigianato alle produzioni tipiche. Una forma di cooperazione resa possibile anche dalla collaborazione dell’amministrazione comunale e da VisiTuscia, la Borsa che da molti anni promuove lo sviluppo del territorio della provincia”.

“In questi ultimi anni, ha dichiarato Mario Fanelli, Sindaco di Capodimonte,  ci siamo attivati moltissimo per incentivare il turismo e molto è stato fatto. Fiori all’occhiello di questa amministrazione sono il porto turistico per circa 400 posti barca e un campeggio per oltre 1000 posti ricavato su un bellissimo lungolago popolato di platani secolari. Ma Capodimonte, oltre che turistico, è anche un comune in cui l’agricoltura è stata ed è un settore trainante per l’economia locale, insieme alla pastorizia e alla coltivazione di alcune tipicità del luogo come i cereali, la vite e l’ulivo della zona collinare. Questo per dire che occorre guardare a tutta la filiera produttiva”.

L’aspetto più rilevante che è emerso in questa prima fase attuativa dei vari progetti, è stato lo spirito collaborativo che ha invaso le varie realtà territoriali. Finalmente si è capito che l’arroccamento su singole posizioni non porta a nulla e che occorre puntare sulla cooperazione attuabile attraverso progetti condivisi, i solo che possono fare le fortune di un determinato territorio, soprattutto se questo è contiguo. “E’ quanto siamo riusciti a realizzare, dichiara Francesca Ferri, Vice presidente di “Naturalmente Capodimonte”, con il comune di  Marta che, peraltro, dista solo un chilometro e mezzo dal nostro. Realizzeremo una grande rievocazione storica nel corso della quale presenteremo gli aspetti peculiari di due periodi (il Trecento a Marta e il Cinquecento dei Farnesi a Capodimonte) con una ricaduta in termini turistici per entrambe le località”. La collaborazione, tuttavia, non finirà qui. “Stiamo realizzando, gli fa eco il Sindaco Mario Fanelli, il grande progetto di una lunga pista ciclabile che collegherà i due paesi, lungo la quale verranno create delle strutture per il tempo libero e stand per la degustazione di prodotti tipici”.

Harry di Prisco

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O Live Jazz fest 2018 3° edizione

https_cdn.evbuc.comimages430496751271319384071originalO Live Jazz fest 2018 3° edizione

L’evento si terrà all’ora, data e località seguenti:

Venerdì 29 giugno 2018 alle 19:00
– a –
Domenica 1 luglio 2018 alle 23:30 (CEST)

Torna O LIVE JAZZ FEST 2018 a Cavaion sul Lago di Garda, con tre serate all’insegna della Musica Jazz, dei Sapori tipici e della Solidarietà. Un Music Food Solidarity Festival nella cinquecentesca Corte Torcolo, in cui si fondono la bella atmosfera del Lago di Garda, i Vini e i Sapori dell’entroterra, le Proposte di alcuni tra i più interessanti Talenti del jazz italiano ed internazionale. Ed inoltre, con attenzione ai temi dell’Accessibilità, dell’Inclusione e della Sostenibilità.

Per saperne di più vai su http://www.olivejazzfest.com

– PROGRAMMA COMPLETO –

* VENERDì 29 GIUGNO *
h 19:30

APERTURA FESTIVAL E AREA ENOGASTRONOMICA

h 21:15

MARCELLO ABATE 5Tet | “Ellington tribute”
Abate

Marcello Abate, guitar

Violino, Contrabbasso, Trombone e Batteria

Il Festival si apre con Marcello Abate, grande talento della chitarra Jazz, vincitore del Premio nazionale Luciano Zorzella 2018, XI Edizione. Mantovano, classe 1990, tra i più interessanti giovani talenti del Jazz italiano, a Cavaion, si presenta con un progetto originale dedicato al grande Duke Ellington, accompagnato da Violino, Contrabbasso, Trombone e Batteria.

h 22:30

DONATELLO D’ATTOMA Trio | “Oneness”
Dattoma

Donatello D’Attoma, pianoEnrico Morello, drumsAlberto Fidone, d bass

Il Festival prosegue con Donatello D’Attoma, talentuoso pianista e compositore pugliese, già vincitore del “Conad Jazz Contest” 2012. Dopo la pubblicazione di tre dischi a suo nome, presenta il nuovo album in trio dal titolo “ONENESS”, prima del tour europeo che lo porterà a Mosca, San Pietroburgo, Amburgo e Copenaghen.

* SABATO 30 GIUGNO *
h 19:30

APERTURA FESTIVAL E AREA ENOGASTRONOMICA

h 21:30

WOLK, MARCELLI, ROBINSON Trio
Marcelli

Ekkeard Wölk, pianoAndrea Marcelli, drumsJonathan Robinson, d bassLa seconda serata vede protagonista un forte trio basato a Berlino (D). In particolare, Ekkehard Wölk, tedesco al piano, e Andrea Marcelli, italiano da decenni in Germania alla batteria, collaborano da 14 anni e sono già al loro quinto album insieme. Al loro fianco Jonathan Robinson al contrabasso, americano, anch’egli da anni in Germania.

*DOMENICA 1 LUGLIO *
h 19:30

APERTURA FESTIVAL E AREA ENOGASTRONOMICA

h 21:30

* SCOTT HAMILTON Italian 4Tet *
Hamilton

Scott Hamilton, saxLuca Mannutza, pianoLorenzo Conte, d bassAlfred Kramer, drums

Il Festival si chiude con un grande del Jazz Mainstream: il sax di Scott Hamilton. Nato nel 1954 negli Stati Uniti, è emerso negli anni Settanta grazie al suono che richiamava i grandi protagonisti dello swing e del jazz agli albori del bop. Tra i tanti con cui ha suonato ci sono Gerry Mulligan, Junior Mance, Eddie Vinson, Lou Donaldson… Jazz classico per una grande serata.

AREA ENOGASTRONOMICA –

A Corte Torcolo troverete vari Stand dove assaggiare un buon piatto di Pasta ai sapori del Garda, Taglieri di salumi e formaggi tipici, Bruschette all’Olio Garda Dop, la tipica Fogasa, Torte “solidali” fatte in casa e buoni Vini Doc. Per chi volesse qualche cosa in più, la bella Enoteca ed i Ristoranti Partner sono a disposizione.

Teatro Arena Torcolo
1 Via Vittorio Veneto
37010 Cavaion Veronese
Italia

335 6317228 | olivejazzfest@gmail.com | www.olivejazzfest.com – INGRESSI E BIGLIETTI –

Area EnoGastronomica: ingresso libero

Area Concerti: ingresso a pagamento

il 29.06 e il 30.06: Biglietto intero € 10,00

l’1.07: Biglietto intero € 17,00

Abbonamento 3 Concerti/serate: € 32,00 con posto riservato in Platea

Ridotto: minori 15-17 anni € 5,00 a tutti i concertiGratuito: minori fino a 14 anni e Persone con disabilità certificata 100% e accompagnatore, previa telefonata di avviso e preotazione

Eventbrite, Inc. | 155 5th St, 7th Floor | San Francisco, CA 94103

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Festa Artusiana XXII Edizione Premio Artusi 2018

Festa Artusiana XXII Edizione Premio Artusi 2018

José Graziano da Silva

Direttore Generale della Fao

 Il Premio Artusi 2018 viene assegnato a Josè Graziano da Silva, Direttore generale della Fao (Food and Agriculture Organization). Da oltre 30 anni impegnato sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, è stato anche l’artefice del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

Anche nel 2018, dichiarato anno del cibo italiano, la città di Forlimpopoli propone una riflessione a tutto campo sul rapporto fra uomo e cibo, secondo lo spirito che da sempre anima il Premio Artusi. Due dati a riguardo parlano chiaro per gli anni a venire: la Fao stima che il fabbisogno alimentare previsto per il 2050 richieda un aumento nella produzione agricola del 70%; nel 2050 la terra sarà popolata da 9,1 miliardi di persone, ben il 34% in più rispetto ad oggi, oltre il 50% delle quali concentrate in nove Paesi. Due temi chiave, dunque, per l’umanità.

Il nome di Da Silva è stato scelto dal Comitato scientifico di Casa Artusi. Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Negli anni passati il Premio Artusi è stato assegnato, per citare gli ultimi vincitori, al Comitato per la Lotta alla fame (Italia – 2007), Wendell Berry (2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011), Andrea Segrè (2012), Mary Ann Esposito (2013), Enzo Bianchi (2014), Alberto Alessi (2015) e Carlo Petrini (2016), Vittorio Citterio (2017).

Secondo consuetudine il Premio Artusi viene annunciato in occasione della Festa, ma consegnato in corso d’anno. In occasione della kermesse Artusiana (23 giugno – 1 luglio) saranno consegnati i Premi Marietta ad honorem assegnati quest’anno alla Stamperia Pascucci e alla giornalista Stefania Barzini.

Chi è José Graziano da Silva

José Graziano da Silva si è occupato per oltre 30 anni di sicurezza alimentare, sviluppo rurale e agricoltura, in particolare come artefice del programma “Fame Zero” del Brasile, e ora lo continua a fare come Direttore Generale della FAO. Ha guidato la squadra che ha progettato il programma “Fame Zero” e, nel 2003, è stato incaricato dall’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di attuare il programma come Ministro Speciale per la Sicurezza Alimentare e Lotta Contro la Fame. È stato a capo dell’Ufficio Regionale della FAO per l’America Latina e i Caraibi dal 2006 al 2011. È stato nominato Direttore Generale della FAO ed è entrato in carica il 1° gennaio 2012. Dopo il suo primo mandato, conclusosi nel 31 luglio 2015, Graziano da Silva è stato rieletto per un secondo mandato di 4 anni (1° agosto 2015 – 31 luglio 2019) avendo ricevuto i voti di 177 paesi durante la 39ª Conferenza della FAO. Al timone della FAO, ha affinato il focus strategico dell’organizzazione, rafforzandone la presenza a livello internazionale.

Sta lavorando per promuovere una migliore cultura sul valore del cibo e creare consenso sulle questioni relative alla sicurezza alimentare. Ha anche incoraggiato una più stretta cooperazione con i partners per lo sviluppo, sostiene la cooperazione Sud-Sud del mondo e ha potenziato la collaborazione con la società civile e il settore privato, comprese le organizzazioni di agricoltori e le cooperative per i piccoli produttori.

José Graziano da Silva ha conseguito una Laurea in Agronomia e un Master in Economia e Sociologia Rurale presso l’Università di San Paolo (USP) e un Dottorato di Ricerca in Scienze Economiche dell’Università Statale di Campinas (UNICAMP).

Ha anche Laurea di post-dottorato in Latin American Studies (University College of London) e Environmental Studies (University of California, Santa Cruz).

Brasiliano e italiano per nazionalità, è sposato con Paola Ligasacchi e ha due figli e quattro nipoti.

Informazioni

Ufficio Cultura tel. 0543-749237-4 (orario 10-13; durante la Festa 16-21).

Mail: info@festartusiana.it promozione@comune.forlimpopoli.fc.it

Siti: www.festartusiana.it www.forlimpopolicittartusiana.it

Ufficio Stampa – Agenzia PrimaPagina

tel. 0547 24284 cell. 347 1567681

Filippo Fabbri – Alice Magnani

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Filippo Fabbri – Agenzia PrimaPagina
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Un viaggio intorno al mondo della Tuscia

CaninoUn viaggio intorno al mondo della Tuscia

Canino, Marta, Capodimonte e Viterbo si presentano con le loro eccellenze

Si è da poco conclusa la prima fase della X edizione di “VisiTuscia” che ha visto protagonisti i comuni di Canino, Marta, Capodimonte e Viterbo, vincitori del bando della Regione Lazio sulle “Reti d’Impresa su Strada” per i progetti: Discover Canino, Visit Marta, Naturalmente Capodimonte e Enjoy Viterbo.
La manifestazione è stata promossa dal CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo, presieduta da Vincenzo Peparello, in partenariato con la Provincia di Viterbo e la locale Camera di Commercio.
Appuntamento a fine ottobre per la seconda fase durante la quale un gran numero di Buyer nazionali ed esteri incontreranno gli operatori delle aziende turistiche (Hotel, Agriturismi, Terme, Agenzie di Viaggio, Ristoranti) e dell’agroalimentare per le contrattazioni sui nuovi pacchetti turistici.
La Tuscia Viterbese, una terra incantevole, dove le bellezze di un ambiente naturale ancora incontaminato, si fondono con il ricco patrimonio storico, artistico, archeologico e religioso. Boschi secolari, sorgenti termali e laghi vulcanici, fanno da cornice a necropoli etrusche, palazzi nobiliari, musei, antiche chiese e castelli medievali. Situata lungo l’antica “Via Francigena”, Viterbo, la città dei Papi, rappresenta oggi una felice sintesi tra le stupende ricchezze storiche ed il fermento di una cittadina a misura d’uomo.
La città di Canino è situata nell’Alto Lazio in una zona rinomata per la produzione di olio di alta qualità. Da qui si snoda un itinerario enogastronomico, la “Strada dell’Olio”, realizzato per l’accoglienza turistica in una zona storicamente vocata all’olivicoltura di qualità, ma anche di grande interesse culturale, storico ed archeologico. L’olio di questa terra è classificato fra i migliori prodotti italiani. Il riconoscimento della DOP risale al 2006. A Canino è possibile visitare il Museo ospitato nel castello dell’Abbadia di Vulci e la vicina Tomba scoperta da Francois, senza dubbio una delle più importanti testimonianze che ci sono state tramandate dagli Etruschi, in quanto è l’unica pagina di storia etrusca narrata da loro stessi mediante gli splendidi affreschi che in origine si trovavano sulle pareti dell’ipogeo.
Su di un pittoresco promontorio a 334 metri s.l.m., sulla riva sud del lago di Bolsena, si erge Capodimonte, un incantevole centro turistico dominato dalla cinquecentesca e imponente “Rocca” Farnese a pianta ottagonale.
IMG_9523Fa parte del comune anche la meravigliosa isola Bisentina, ora di proprietà privata, con le sue sette chiese che furono edificate dai Frati Minori sul perimetro dell’isola, a imitazione delle sette chiese di Roma. Ciascuna chiesetta sorge rivolta ad uno dei sette paesi rivieraschi del lago, uno dei più puliti d’Europa e totalmente balneabile. Il turismo, che per Capodimonte rappresenta il settore trainante dell’economia, è in costante sviluppo, favorito dall’amenità ambientale e dalle numerose attrattive storiche, come il Museo della Navigazione che custodisce la “Piroga dell’Isola Bisentina” di origine preistorica, la prima imbarcazione monossile (cioè scavata in un tronco d’albero) scoperta nel lago di Bolsena. Un’analoga piroga è ancora nei fondali del lago in attesa di recupero.
Dietro il promontorio di Capodimonte sorge la cittadina di Marta con il suo pittoresco Borgo dei Pescatori. A pochi chilometri si erge la Cannara, nata per la pesca delle anguille, è un’abitazione antica, risalente all’epoca dei romani. Qui scorre il fiume Marta che dirigendosi dal lago di Bolsena verso il mare, passa per la Cannara, che si presenta come una casa-ponte dove un sistema di griglie, anticamente realizzate con le canne (da cui Cannaia o Cannara), veniva usato per catturare le anguille. Oggi è possibile soggiornarvi grazie all’Hotel di Charme con il suo stupendo giardino botanico che si estende per circa 1 ha realizzato da Mirella, moglie del proprietario.
Il monumento simbolo di Marta è la Torre dell’Orologio dove da poco si è concluso l’evento “Marta tra le Stelle”, che ha consentito l’osservazione della volta celeste tramite gli strumenti dei soci del Gruppo Astrofili Galileo Galilei in collaborazione con la Rete di ImprViterbo (2)esa Visit Marta.
Dalle stelle di Marta a quelle sopra Viterbo che è possibile ammirare durante un bagno notturno nei famosi centri termali con annesso hotel. L’epicentro delle sorgenti e dei fanghi naturali si trova nella fonte del Bullicame, descritta da Dante nel Canto XIV dell’Inferno. Viterbo è definita da secoli la città dei Papi, in ricordo del periodo in cui la sede papale fu spostata in questa città che ancora porta i segni di quel fasto. Dopo il tuffo nelle acque ritempranti, è possibile tuffarsi in 2000 anni di storia, tra cunicoli e viuzze che si snodano buie nelle viscere della città di Viterbo. La porta d’ingresso alla città sotterranea si apre a Piazza della Morte, nel quartiere medievale di San Pellegrino, luogo abitato già nel periodo etrusco. Anche se al momento è possibile percorrere solo poche centinaia di metri, i lavori continuano senza interruzione, al fine di arricchire questo tesoro di Viterbo, invisibile ma pieno di fascino.
Il principale monumento di Viterbo è il Palazzo dei Papi, sul Colle del Duomo, con la sua Sala del Conclave, dove si svolse il primo conclave della storia, nonché la più lunga elezione di un Papa, per un totale di 1006 giorni, tra il 1268 e il 1271.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.i

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Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioacchino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioi di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

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Daniele Cernilli premio Nazionale Galvanina al Giornalismo

cernilli1-260x300 (1)Daniele Cernilli premio Nazionale Galvanina al Giornalismo

Il Premio va a uno dei pionieri del racconto del cibo e del vino

La consegna domenica 17 giugno a Pesaro nell’ambito della 18a edizione del Festival della Cucina Italiana

Da aspirante filosofo a “teoretico” del vino. Percorso decisamente ante litteram per Daniele Cernilli, Premio Galvanina al Giornalismo, tributo che gli sarà consegnato al Festival della Cucina Italiana a Pesaro (14-17 giungo). Il suo percorso affonda le radici nell’anno di grazia del 1986, quando insieme a un altro visionario, Stefano Bonilli, decide di fondare il Gambero Rosso. È l’inizio di un tourbillon di iniziative sul mondo del cibo e del vino che ancora oggi lo vedono protagonista, tra guide, libri, riviste sino ad arrivare alla testata doctorWine.it di cui è direttore.

Il Premio al Giornalismo 2018 gli viene assegnato per “l’indiscutibile grande competenza e l’autorevolezza del suo ruolo nel mondo del vino”.

Il Premio Nazionale Galvanina è uno dei riconoscimenti più rilevanti nel panorama enogastronomico nazionale. Suddiviso in sei sezioni (Cultura, Cucina, Vino, Giornalismo, Imprenditoria, Cuore), negli anni passati è stato assegnato a personalità dello spessore, per citare alcuni nomi, di Tonino Guerra, Gualtiero Marchesi, Vittorio Sgarbi, Pierluigi Celli, Carlo Cracco e tanti altri.

Nella sezione al giornalismo a Luigi Cremona (2010), Bruno Gambacorta (2011), Anna Scafuri (2012), Gioacchino Bonsignore (2013), Fede e Tinto (2014), Andrea Scanzi (2015), Carlo Cambi (2016), Davide Paolini (2017).

Chi è Daniele Cernilli

È il direttore responsabile di DoctorWine nonché il direttore-curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia by DoctorWine. Laureato in Filosofia, ha insegnato storia e letteratura per poi trasformare il suo amore per cibo e vino nella sua professione. Giornalista professionista, collabora regolarmente con diverse testate giornalistiche oltre ad aver pubblicato libri tecnici di divulgazione, di degustazione e analisi dei vini. È autore, tra gli altri, del libro Memorie di un degustatore di vino (Einaudi 2006), cronistoria dei suoi primi 25 anni di degustazioni con giudizi sui vini italiani e stranieri, e più recentemente di Vitigni del mondo (La Conchiglia 2012) in collaborazione con Dario Cappelloni, il catalogo di uve da vino più ampio mai realizzato finora in Italia. Nel 2014 hanno visto la luce due ulteriori pubblicazioni: il libro, uscito in libreria ad Aprile 2014, I racconti (e i consigli) di DoctorWine, edito da Einaudi, e la Guida essenziale ai vini d’Italia, edita da Mondadori, realizzata con la collaborazione dei degustatori di DoctorWine.

Nel suo passato, è stato cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, curatore della Guida dei Vini d’Italia per 24 edizioni, direttore del magazine Gambero Rosso, personaggio televisivo alla guida del Gambero Rosso Channel, docente ai corsi professionali alla Città del Gusto di Roma nonché ai corsi di degustazione e analisi sensoriale dell’Associazione Italiana Sommelier.

Ha vinto diversi premi per il suo contributo alla diffusione della cultura enogastronomica tra cui la targa d’Oro dell’Associazione Enotecnici nel 1999 ed è stato incluso nella classifica di Decanter tra le 50 persone più influenti nel mondo del vino (2007-2008-2009).

Il Festival della Cucina Italiana 14-17 giugno

Giunto alla XVIII edizione, è uno degli appuntamenti enogastronomici più conosciuti in Italia, realizzato insieme ai protagonisti del cibo, del vino e della cultura agroalimentare. Caratteristica del Festival è l’essere itinerante: negli anni passati è stato ospitato nel Museo della Marineria di Cesenatico, nella città del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, all’Isola d’Elba, a Londra, a Piobbico, a San Benedetto del Tronto, a San Patrignano, a Rimini e a Bologna, coinvolgendo il folto pubblico (fino a 80.000 presenze), le televisioni, i giornalisti, i più importanti chef italiani e i buyers esteri.

Nel 2018, per il secondo anno di fila, sarà ospitato a Pesaro, e si trasformerà in Rossini Food Festival. Un omaggio ai 150 anni del grande compositore, Gioachino Rossini, illustre cittadino della città Pesaro, raccontato in maniera inedita attraverso percorsi gourmet. Protagonisti gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, le Mariette artusiane con lezioni di pasta, illustri firme della cucina con cene d’autore, degustazioni guidate di grandi vini, incontri e tanto altro.

Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia.

Ufficio Stampa La Madia / PrimaPagina
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Mangia come scrivi torna in Appennino.

1442c456-e2e2-49cb-89fc-9438de99be2c-300x200Mangia come scrivi torna in Appennino.

Con un invito che non si può rifiutare: Putòst che stär in ca andemma a Compjàn!
Venerdì 22 giugno all’Agriturismo Il Cielo di Strela (Compiano) il cantautore Antonio Benassi, il bassista Andrea Clerici e gli scrittori Antonio Tacete e Pietro Furlotti

STRELA DI COMPIANO (Parma) – Per il quarto anno consecutivo, Mangia come scrivi torna sull’Appennino parmense per una serata speciale: la festa d’inizio estate. Venerdì 22 giugno, alle 20.30 (con aperitivo in terrazza servito già alle 20), l’Agriturismo Il Cielo di Strela ospiterà la serata “Putòst che stär in ca andemma a Compjàn!”, evento extra degli happening artistici e gastronomici diretti e presentati dal giornalista Gianluigi Negri, con la partecipazione di due musicisti e due scrittori: il cantautore Antonio Benassi, il bassista Andrea Clerici, lo scrittore surrealista Antonio Tacete e il giallista Pietro Furlotti.

LA LOCATION E IL MENU IN TAVOLA
Dopo essere stato assessore alla Cultura a Parma, da sei stagioni a questa parte Mario Marini si dedica alle sue altre passioni: l’agricoltura (è anche presidente di Confagricoltura Parma) e la cucina. Nel 2012 ha fondato l’Azienda agricola biologica Ritorno al futuro e, due anni dopo, l’annesso Agriturismo Il Cielo di Strela (www.ilcielodistrela.it). La splendida struttura di Strela di Compiano accoglierà il pubblico con la sua straordinaria vista sul Monte Pelpi e con un menu firmato dallo chef Marini, che valorizza scelte biologiche: dai salumi di produzione propria alle fragranti verdure bio, per arrivare a una nuova “sfida” che lancia Mangia come scrivi (il tortello di pianura e il tortello di montagna) e all’immancabile e gustosissimo cinghiale con polenta (piatto che da queste parti si mangia tutto l’anno), chiudendo con il sorprendente e fresco gelato al gusto “Il Cielo di Strela”. Il tutto innaffiato da Bianco frizzante rifermentato in bottiglia, Lambrusco Maestri e Malvasia Dolce Amadei (cantina di Parma premiata a Vinitaly), sempre con la formula Mangia come scrivi (quattro portate dall’antipasto al dolce e tre vini in abbinamento). Info e prenotazioni al 348 2885159, con possibilità di pernottamento per chi arriva da lontano e per chi volesse fare le ore piccole sotto il cielo stellato di Strela.

IL MENU MUSICALE-LETTERARIO
Con l’immancabile allegria e coinvolgimento del pubblico, si parlerà tra una portata e l’altra del cd di Antonio Benassi (accompagnato dal suo produttore e bassista Andrea Clerici) “Putòst che stär in ca” (che ha superato nelle vendite l’ormai mitico “Parma parallela”), del nuovo lavoro di Antonio Tacete “Le gite allo stadio San Siro” e del giallo di Pietro Furlotti “Il caso di via Petrarca”, record di vendite in provincia di Parma.

LE DUE NUOVE STAGIONI A SETTEMBRE E LA QUINTA EDIZIONE DI MANGIACINEMA
Dopo questo “speciale” estivo, le due stagioni di Mangia come scrivi, riprenderanno a fine settembre. Quella lombarda sempre al Garibaldi di Cantù (Como), quella emiliana, a Parma, in un locale nuovo: la trattoria I Du Matt (via San Leonardo) di Mariano Chiarelli e Maura Gigatti. Negri, nel frattempo, è già al lavoro sulla quinta edizione di Mangiacinema – Festa del Cibo d’autore e del Cinema goloso, che si terrà a Salsomaggiore Terme dal 26 settembre al 3 ottobre.

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“Dire, fare, sognare” Riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna

Cioria-300x245“Dire, fare, sognare” Riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna

Afro Lombardi, Francesco Cioria, Verdiana Gordini, Sandro Piovani

Lunedì 4 giugno al Teatro Verdi a Cesena

Se è vero che la cucina non è fatta solo di cuochi ma è costellata di tante altre figure di eguale importanza (Marchesi docet), ecco un premio che allarga gli orizzonti. È “Dire Fare Sognare”, riconoscimento ai protagonisti della cultura del cibo e del vino dell’Emilia Romagna, promosso da Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.

Sette le edizioni di questo riconoscimento, ante litteram a tutti gli effetti, che assegna quattro premi speciali ad altrettanti personaggi dell’universo enogastronomico. Quest’anno a un direttore di sala, Afro Lombardi le Querce Forlì; un sommelier in una delle cantine più prestigiose d’Italia, Francesco Cioria al San Domenico Imola; una custode della tradizione artusiana, Verdiana Gordini Associazione delle Mariette; una penna da anni “intinta nelle padelle”, Sandro Piovani la Gazzetta di Parma. La giornata di premiazione avverrà a Cesena, al Teatro Verdi, lunedì 4 giungo, ore 11:00.

A scegliere i nomi dei premiati, sono tre tra le più qualificate firme del giornalismo enogastronomico: Andrea Grignaffini, Elsa Mazzolini e Alessandra Meldolesi.

Nomi dunque, quelli dei vincitori che escono dagli schemi classici. Come nel caso di Afro Lombardi una vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì. E cosa dire di Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo. Affonda nella storia della gastronomia italiana l’operato di Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana. Infine, Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense, in una rubrica di lungo corso sul quotidiano La Gazzetta di Parma (In gusto).

Ma “Dire Fare Sognare” non si limita solo ai quattro premi Speciali. Nel corso della giornata a Cesena assegna il riconoscimento a un operatore per ogni provincia emiliano romagnola, da Piacenza a Rimini, scelto tra ristoratori, baristi ed enotecari.

Partesa è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.
Con 29 anni d’esperienza e 45.000 clienti, Partesa ha raggiunto la massima capillarità distributiva, un attento portfolio di prodotti di qualità, servizi personalizzati e una grande solidità logistica. Un’azienda in movimento che cresce con le esigenze del mercato, in grado di offrire un’innovativa politica commerciale con un’immagine distintiva e unica. La struttura, che impiega circa 1.000 persone, conta 46 depositi e un’ampia flotta di veicoli; fornisce un valido supporto tecnico e commerciale nello sviluppo di attività di marketing, acquisti, logistica, risorse umane, formazione e amministrazione. Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

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A cena…con i gatti (speciali)

A cena…con i gatti (speciali)

il 21 giugno c’è una cena speciale: la Cena 44 Gatti dello Zecchino d’Oro.

Ecco due motivi per cui non puoi mancare:

Ci saranno tutti i bimbi Piccolo Coro dell’Antoniano che canteranno per te 44 Gatti. Proprio quest’anno la canzone compie 50 anni dalla vittoria dello Zecchino d’Oro. Lo sapevi?
La tua partecipazione vale un aiuto per una famiglia in difficoltà. Infatti, il costo della cena sosterrà il progetto famiglie di Antoniano onlus.

La cena 44 Gatti si terrà al ristorante Ca’ la Ghironda alle ore 19.30. Clicca sul bottone qui  QUA  per prenotare.

Affrettati, c’è tempo fino al 15 giugno.

Non preoccuparti… non ti chiederemo di stare in fila per sei…

 

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A Villa Rovere i vini raccontano contemporaneità e rispetto

Tenuta-Villa-Rovere-2-300x199A Villa Rovere i vini raccontano contemporaneità e rispetto

Ai tre classici internazionali si accosta da quest’anno un sangiovese in purezza che arricchisce un progetto enologico nato nel 2004 nella tenuta di famiglia dell’imprenditore Alessandro Annibali, noto per aver creato la filiera delle ‘Noci di Romagna’

Un progetto contemporaneo che nasce dal rispetto e dall’ascolto della terra e delle uve. A quindici anni dalla nascita del vigneto sulle terre di Villa Rovere, è già tempo di maturità. Tre vini prodotti fin dagli esordi, Tito, Pirro e Nanì. Rispettivamente un Merlot in purezza, un uvaggio di Cabernet Sauvignon, un Sauvignon Blanc. E una new entry, Iliano, un sangiovese 100% che integra e ‘contamina’ la scelta ‘internazionale’ fatta a suo tempo. Una scelta maturata con il desiderio di distinguersi dal panorama enologico territoriale, che ha saputo però creare vini contemporanei con un grado alcolico non sostenuto, una beva sciolta, facile, che intriga al sorso successivo.

A guidare la Tenuta l’imprenditore Alessandro Annibali, conosciuto per il progetto affermatosi a livello nazionale ‘Noci di Romagna’, che ha voluto cimentarsi nell’universo enologico, sua grande passione. Il progetto Villa Rovere vede la luce nel 2004 attraverso il recupero di una tenuta di famiglia adagiata fra Forlì e Terra del Sole su cui sono impiantati 6 ettari di vigna per una produzione di 20.00 bottiglie esclusivamente distribuite nei canali super Ho.re.ca.

A sovrintendere all’impresa il responsabile commerciale della Tenuta, Andrea Arlotti e l’enologo Tommaso Bindi, che ha raccolto l’eredità di lavoro della collega Marisa Fontana oggi impegnata a curare la parte agronomica dell’azienda. Mentre l’enologo Francesco Bordini, attraverso un accordo di collaborazione con la Tenuta Pandolfa, ha firmato Iliano, l’ultimo nato, mutuando le uve sangiovese dal territorio di Predappio.

Il progetto complessivo di Tenuta Villa Rovere racconta qualità, unicità e rispetto. A partire dai suoli, quelli dove crescono le vigne, che rappresentano una eccezione per la zona. Sono infatti di tessitura sabbio-limosa e abbracciano un laghetto, mentre tutta la vigna è delimitata da due corsi d’acqua: il Montone ed il Canale dei mulini. Suoli poveri, per certi versi difficili, dove la vite deve crescere con la schiena dritta, senza fronzoli e l’acqua ha un ruolo predominante. Per continuare, come sottolinea l’enologo Tommaso Bindi, con l’attenzione e il rispetto delle uve, che significa selezione e raccolta dei soli grappoli integri per ridurre al minimo le ossidazioni; con la scelta dei tempi di raccolta, intervenendo cioè quando il grado alcolico dell’uva non è ancora esasperato, portando così in dote ai vini acidità e freschezza che sono sinonimo di contemporaneità.

Specchio di queste scelte sono le caratteristiche dei vini della tenuta: il Nanì sauvignon blanc in purezza che all’olfatto ha un varietale per nulla invadente, dai profumi quasi sussurrati e che si esprime deciso, diretto, teso.

E poi Pirro e Tito le due facce della stessa medaglia, merlot in purezza il primo, uvaggio a base di cabernet sauvignon il secondo, ambedue affinati in parte in botti di rovere.

Tutti e tre i vini sono tenuti assieme da un filo conduttore preciso: l’essenzialità e la contemporaneità. Sono vini che sanno osare e sperimentare, che si prestano a una beva sciolta, abbassando anche le temperature di servizio per essere proposti in ogni stagione anche su piatti variegati e non convenzionali.

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Nuova PAC Pragmatica proposta della Commissione Europea sul sistema delle Dop ed Igp. Strategico il ruolo di Aicig

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AICIG ha partecipato a Bruxelles al primo incontro di OriGIn EU, la rete europea delle associazioni nazionali dei prodotti Dop Igp. La riunione è avvenuta in occasione della presentazione da parte della Commissione Europea delle proposte legislativa che riguarderà Dop ed Igp nei settori dei prodotti agroalimentari e del vino.

Tali proposte fanno parte del dibattito riguardante il futuro della Politica Agricola Comune (PAC).

“Siamo lieti di constatare questi passi in avanti per dare maggiore solidità del sistema delle Dop ed Igp, ha dichiarato il Segretario Generale di AICIG, Leo Bertozzi. Avevamo espresso la necessità di semplificare le procedure per la modifica dei disciplinari, in modo da rispondere alle realtà di mercato e di rafforzare il sistema di tutela legale dei prodotti di qualità certificata. Elementi quali la tutela dei prodotti in transito nello spazio UE sonno fondamentali per dare garanzia al consumatore sulla loro vera origine, così come lo sono quelli per i prodotti venduti online verso i quali, peraltro l’Italia ha fatto da battistrada attraverso gli accordi stabiliti dall’Istituo controllo qualità e repressione frodi (ICQRF) del Mipaaf con le maggiori piattaforme di e-commerce.

Essenziale, continua Leo Bertozzi, assicurare la protezione delle denominazioni Dop ed Igp nei domini Internet di secondo livello e rinforzare le regole internazionali per contrastare l’uso dei nomi tutelati. Diventa poi quantomai importante seguire con attenzione ed in modo pragmatico la materia dei negoziati sugli accordi commerciali della UE con i Paesi terzi”.

OriGIn EU svolgerà questo compito con determinazione per portare a livello delle Istituzioni europee le comuni istanze degli organismi di tutela e di gestione Dop ed Igp dei paesi membri. AICIG, quale membro fondatore di OriGInEU, si impegna a coordinare i Consorzi di tutela e ad individuare con le altre Associazioni delle Indicazioni Geografiche, le istanze da presentare alle autorità nazionali per consolidare ed affermare sempre più il nostro patrimonio produttivo con un così grande valore economico e culturale, che assicura la sostenibilità ai territori ed alle comunità che contraddistinguono il nostro Paese.

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150 anni in Conegliano: Gratitudine e riconoscenza della famiglia Carpenè alla città

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La Città di Conegliano – Domenica 27 Maggio – ha  inaugurato la “Cantina 1868” della Carpenè Malvolti in occasione del 150° Anniversario

Un corteo storico – guidato dal Governatore Luca Zaia e partecipato dalle Istituzioni cittadine e dalla Dama Castellana – hanno introdotto il taglio del nastro  nella restaurata sede storica della Cantina 1868

L’omaggio della Città di Conegliano alla storica Cantina Carpenè Malvolti, nel 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa.

Le Istituzioni Ecclesiastiche e Cittadine, gli Studenti e la Cittadinanza intera, Tutti insieme per rendere omaggio alla figura di Antonio Carpenè ed all’Impresa Carpenè Malvolti che già da trenta lustri si pregia di contribuire allo sviluppo socio-economico e culturale del Territorio.

L’occasione è stata rappresentata dall’evento “Storie di Vite da 150 anni in Conegliano”, ovvero la testimonianza storica dello stretto legame che unisce la Città, la Scuola Enologica e la Famiglia Carpenè, che proprio recentemente ha scelto di restaurare il sito storico – mantenendo il cuore della produzione nel centro di Conegliano – per sottolineare e consolidare ulteriormente il rapporto simbiotico con il Territorio di origine.

Il taglio del nastro è avvenuto Domenica 27 Maggio, al termine del corteo che ha preso avvio davanti al busto di Antonio Carpenè nel cortile della Scuola Enologica e si è concluso al cospetto della Cantina 1868 della Carpenè Malvolti. A guidare la sfilata, il Governatore del Veneto Luca Zaia, già Allievo della medesima Scuola Enologica, seguito dalle Autorità cittadine, Ecclesiastiche, Civili, Militari nonchè accompagnato dalla Dama Castellana e dagli Sbandieratori

“Il Territorio deve molto a questa Impresa. Carpenè Malvolti è stata la prima nella storia in assoluto a presentare sul mercato il Prosecco Spumante – ha stigmatizzato il Governatore Luca Zaia – e se oggi esiste tale fenomeno da 540 milioni di bottiglie, lo dobbiamo a questa realtà che ci ha creduto. Il Fondatore Antonio a suo tempo, ha dato vita non solo all’Impresa ma anche alla Scuola Enologica, testimonianza storica del suo impegno sulla ricerca, sullo sviluppo della viticoltura e dell’enologia. Impegno di cui oggi ne vediamo i risultati, con un vino leader in tutti i mercati internazionali ed anche un fenomeno turistico che ogni anno espande sempre di più le proprie potenzialità”.

Il Governatore e la Famiglia Carpenè hanno poi proceduto al taglio del nastro, a cui è seguito un simbolico scambio di doni tra la Regione del Veneto, il Comune di Conegliano e la medesima Cantina, che ha ricambiato consegnando al Sindaco ed idealmente alla Città di Conegliano, la bottiglia celebrativa “Magnum 150°” riportante la dedica personale di Etile Carpenè quale Presidente della Carpenè Malvolti nonché testimone storico della Famiglia Carpenè.

“La scelta della Famiglia Carpenè – ha ribadito il Sindaco di Conegliano Fabio Chies – di investire in modo importante nel centro cittadino, anziché delocalizzare la produzione in altra zona che ne avrebbe reso più semplice il processo, è un gesto di grande attaccamento alle sue origini. Che rafforza il già stretto connubio tra Conegliano e l’Impresa. Il passato e il presente della nostra città si incrocia fortemente con la Carpenè Malvolti e possiamo continuare insieme a costruire un solido futuro. Per farlo è necessario relazionarsi con le nostre radici e analizzare il percorso compiuto sin qui”.

Tale evento è stato altresì il naturale contesto per  l’inaugurazione della restaurata sede storica di Via Carpenè 1, della Cantina 1868 e del percorso storico, attraverso cui la città intera ha potuto approfondire la storia della Famiglia, degli Spumanti e dei Distillati.

“Un sogno – sottolinea Etile Carpenè – che avevo in testa da tempo e che oggi grazie a tutta la mia Famiglia, in coincidenza con il nostro anniversario imprenditoriale siamo riusciti a realizzare. La giornata di festa che abbiamo condiviso con la città di Conegliano ha rappresentato il contesto più coerente per rendere merito ai miei predecessori che hanno creduto nella potenzialità della viticoltura e dell’enologia della Regione e dalla nostra Provincia. Ed altresì per esprimere gratitudine a Tutti coloro che con dedizione, professionalità e collaborazione, ci hanno permesso di essere qui oggi a raccontare e celebrare il nostro passato e su cui siamo certi di poter contare per costruire il futuro delle nuove Generazioni”.

In seguito alla cerimonia inaugurale, la Cantina 1868 è rimasta aperta al pubblico per l’intera giornata ed ha anche ospitato gli Studenti della Fondazione ITS di Conegliano, a cui il dirigene Scolastico Damiana Tervilli e Rosanna Carpenè – quale Presidente della Fondazione medesima – hanno consegnato i Diplomi di merito.

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Domenica 27 maggio la città in festa per ” storie di vite da 150 insieme in Conegliano”

 Domenica 27 maggio la città in festa per ” storie di vite da 150 insieme in Conegliano”

La Cantina Carpenè Malvolti celebra l’Anniversario con i Cittadini Coneglianesi ed apre al pubblico la restaurata sede storica

Sarà una grande festa, quella che si terrà a Conegliano domenica 27 Maggio, quando la Città intera parteciperà alle celebrazioni dello storico Anniversario ed alla inaugurazione della restaurata “Cantina 1868”. Una cerimonia di ringraziamento della Città al suo illustre concittadino Antonio Carpenè, Fondatore della Casa Spumantistica, ed alla Carpenè Malvolti per il ruolo che  continua a rivestire, già da trenta lustri, nello sviluppo socio-economico e culturale del Territorio. L’occasione è rappresentata dall’apertura, nella restaurata sede storica di  Via Carpenè 1, della Cantina 1868 attraverso cui Cittadini potranno approfondire la storia della Famiglia, degli Spumanti e dei Distillati.
La giornata, che rientra tra gli eventi istituzionali per celebrare il 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa, sarà dedicata a “ Storie di Vite da 150 anni in Conegliano” e coinvolgerà nelle attività in programma le Istituzioni, i Cittadini nonchè gli Studenti delle Scuole di Conegliano. Tutti insieme sfileranno in un corteo in partenza alle 10.45 dalla Scuola Enologica alla volta della Carpenè Malvolti, dove sarà accolto dalla Filarmonica Coneglianese, da uno spettacolo degli Sbandierator e dalla  Dama Castellana.
L’arrivo del corteo alla Cantina  1868 della Carpenè Malvolti è previsto per le 12 e, dopo il taglio del nastro alla presenza del Governatore del Veneto Luca Zaia e delle Autorità Ecclesiastiche, Civili e Militari nonché della Famiglia Carpenè, sarà possibile partecipare alla visita.

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L’appello delle IG alle istituzioni: più controlli e sanzioni “Risolutive” per chi trasgredisce

L’incontro si è tenuto nella sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano

L’appello delle IG alle istituzioni: più controlli e sanzioni “Risolutive” per chi trasgredisce

Dal convegno formativo di AICIG a Reggio Emilia, i Consorzi di Tutela DOP e IGP lanciano proposte di evoluzione normativa sull’attività di vigilanza e chiedono un giro di vite al nuovo Ministro delle Politiche Agricole

Si è sviluppato sul tema dell’evoluzione normativa e sull’attività di vigilanza degli ultimi 20 anni – con particolare riferimento ai controlli Extra UE e al problema dell’utilizzo di termini generici – l’incontro formativo che oggi, 25 maggio, si è tenuto a Reggio Emilia presso la sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Ad organizzare detto incontro, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche AICIG: un appuntamento strategico che si inserisce nell’attività ordinaria dell’Associazione ma che giunge in un momento politico particolarmente delicato per lo Stato Italiano. Il mondo delle IG proprio alle Istituzioni si è rivolto in tale occasione chiedendo una stretta sulla violazione delle norme e sulle conseguenze da esse prodotte sia a livello di valore economico sia di impatto sui territori, nonché un sistema sanzionatorio più adeguato ai tempi odierni, capace di dissuadere da comportamenti fraudolenti e dunque lavorando sulla prevenzione delle infrazioni.
“Ciò che chiediamo al titolare del Ministero delle Politiche Agricole, precisa il Presidente di AICIG Cesare Baldrighi, è di rendere maggiormente efficaci le sanzioni, non in questo caso di tipo economico, bensì comportanti il ritiro dei marchi con conseguente espulsione dal “campo di gioco”. L’obiettivo per l’intero sistema infatti, non è tanto quello di punire con sanzioni pecuniarie i trasgressori che in tal modo potrebbero comunque tornare a farlo, quanto eliminare alla radice i comportamenti fraudolenti”.
Da proteggere infatti c’è un sistema, quello dei prodotti agroalimentari DOP e IGP, che negli ultimi venti anni ha subìto una grande evoluzione al rialzo, sia in termini numerici oggi le IG italiane (vini esclusi) sono 295 e quelle UE 1427 – sia di fatturato, portando il settore a circa 15 miliardi di euro di valore. Il tutto accompagnato da una grande capacità di export, la cui crescita si può leggere nell’atteggiamento del comparto agroalimentare negli anni Novanta, quando gli altri settori hanno iniziato a delocalizzare la produzione. L’agroalimentare di qualità ha scelto di puntare ed investire sul territorio: ciò non si è rivelato un limite bensì una grande opportunità che ha appunto premiato il settore, soprattutto dall’estero. Certificazione, tracciabilità, origine e territorio sono dunque i mantra che i produttori nel corso degli anni hanno cercato, riuscendoci, di trasmettere anche al consumatore, che su tali elementi basa ogni giorno di più la propria percezione di sicurezza alimentare.
“Alla politica non chiediamo né sussidi, né contributi. Chiediamo strumenti e regole per riuscire a rimanere sul mercato ad un prezzo adeguato al valore del nostro prodotto afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. Norme più chiare e trasparenti ci permetterebbero di aumentare sensibilmente il nostro mercato. Chiediamo un aiuto concreto, sia in Italia – dove servono sanzioni più rigide per chi non si attiene alle regole – sia all’estero, per combattere l’italian sounding e per definire i dettagli degli Accordi bilaterali in modo adeguato. Occorre lavorare a negoziati che puntino al riconoscimento delleindicazioni geografiche come valore globale dello sviluppo agricolo. Norme in grado di eliminare le pratiche ingannevoli per il consumatore, in particolare l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evochino l’Italia per pubblicizzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese, la forma più sfacciata di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori nel settore agroalimentare. In Europa, conclude Bertinelli, il nostro sistema di vigilanza e repressione ha quei livelli di efficacia che ancora non sono possibili in tutto il mondo e ai quali l’Unione Europea deve assolutamente puntare”.
Dopo i saluti istituzionali dei due Presidenti, la tavola rotonda si è sviluppata con la presentazione delle esperienze dirette di alcuni dei Consorzi più rappresentativi per l’agroalimentare italiano, in particolare il Consorzio tutela Prosciutto di San Daniele DOP presente con Mario Emilio Cichetti, il Consorzio tutela Gorgonzola DOP con Stefano Fontana, il Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP con Andrea Righini, il Consorzio tutela Pomodoro di Pachino IGP con Salvatore Chiaramida e il Consorzio tutela Oliva La Bella della Daunia IGP con Giuseppe Dibisceglia.
Al termine del primo giro di interventi, a prendere la parola è stato il Direttore del Consorzio Tutela Parmigiano Reggiano DOP Riccardo Deserti che ha portato il proprio contributo sulle nuove frontiere della vigilanza Horeca e Food service, a cui sono seguiti una serie di interventi sul rapporto delle IG con le normative europee in materia di tutela. In particolare nella seconda parte moderata dal Segretario Generale di AICIG Leo Bertozzi, il Direttore Del Consorzio di tutela Asiago DOP Flavio Innocenzi e il Responsabile dell’Ufficio Legale del Consorzio tutela Prosciutto di Parma DOP Simone Calzi si sono espressi in merito alla tutela della denominazione nei paesi oggetto di accordi bilaterali con la UE, mentre il Direttore del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Federico Desimoni ha portato la propria esperienza in materia di azioni legali nella UE con esplicito riferimento alla tutela del termine balsamico in Germania. Un intervento sulla strategicità dell’essere presenti a Bruxelles con una sede istituzionale di rappresentanza AICIG è stato quello di David Thual, seguito da un focus di Mathilde Chareyron Origin EU sull’importanza di associarsi per interloquire con le istituzioni UE. L’ultima tranche di interventi si è incentrata su un aspetto anch’esso di primaria rilevanza nell’attività di tutela delle IG italiane: la comunicazione. Il Direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati ha infatti discorso sull’importanza della comunicazione di sistema per le DOP e IGP italiane e presentato “Consortium” il primo magazine dei Consorzi di Tutela a carattere scientifico edito dal Poligrafico nella versione cartacea e digitale e curato dalla Fondazione Qualivita. Filippo Arfini dell’Università di Parma si è concentrato sulle fake news e sull’impatto che esse hanno nella tutela delle IG, con esplicito riferimento al caso Parmesan.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al Dirigente PQAI IV Luigi Polizzi, il quale ha fatto il punto sulla qualità certificata e sulla tutela delle Indicazioni Geografiche di prodotti agricoli e agroalimentari indicando concludendo “i Consorzi sono lo strumento di ieri, di oggi e di domani per la valorizzazione delle IG e il Mipaaf intende rafforzarli. Noi ci crediamo, sono importanti per le loro azioni, stiamo facendo sistema e stiamo cercando di allargare sempre di più le collaborazioni”.
A seguire AICIG si è riunita per l’assemblea annuale, durante la quale è previsto – oltre al bilancio consuntivo delle attività svolte fino ad oggi e la previsione delle iniziative future – altresì il rinnovo delle cariche sociali. L’incontro si è concluso con l’assemblea di AFIDOP.

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La Fivi

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 La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) è un’associazione nata nel 2008 per rappresentare il vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. La Fivi è un’associazione nazionale che raduna piccole realtà che allevano la vite e producono vino direttamente e che difende gli interessi dei propri aderenti in ambito morale, tecnico, sociale economico e amministrativo. Oltre a ciò si impegna a promuovere e tutelare la cultura del territorio. Attualmente sono più di 1.100 i produttori associati per un totale di oltre 11.000 ettari di vigneto. Quasi 80 milioni le bottiglie commercializzate per un fatturato da 0,7 miliardi di euro e un export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono per il 51% in regime biologico o biodinamico e per il 49% con la lotta integrata.

Ufficio Stampa Velvet Media / press@velvetmedia.it

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Coltivano le loro viti e vendono il loro vino, mercato di quaranta piccoli vignaioli il 26 e 27 maggio a Treviso

open food (17)Coltivano le loro viti e vendono il loro vino, mercato di quaranta piccoli vignaioli il 26 e 27 maggio a Treviso

La delegazione dei Vignaioli Indipendenti Trevigiani Fivi organizza, il 26 e 27 maggio dalle 10.00 alle 19.00, il Mercato dei Vini dei Vignaioli nello splendido spazio dell’ex Pagnossin, area di archeologia industriale a Treviso. I produttori presenti al banco di assaggio saranno a disposizione di chiunque abbia interesse ad ascoltare le loro storie e degustare i vini cogliendo tutta la passione e l’emozione che un viticoltore sa trasmettere.

All’evento, oltre ai vignaioli trevigiani, saranno presenti anche altre piccole aziende provenienti dall’intero stivale. “Il Mercato dei Vini dei Vignaioli è un momento di incontro e condivisione anche per i produttori stessi che in questo modo possono condividere i loro dubbi, le incertezze ma anche le grandi soddisfazioni che derivano da un lavoro come quello del vignaiolo”, spiegano. “Un sogno a mente aperta che coinvolge ed emoziona”. Per accedere all’Area Fivi è previsto l’acquisto di un bicchiere con tasca al costo di cinque euro.

L’evento nel quale è inserito il mercato della Fivi è “Food Market, le emozioni del gusto”, un viaggio culinario di sapori unici e genuini durante il quale il pubblico potrà gustare e acquistare prodotti esclusivi. All’interno, previsto un ricco programma di laboratori didattici per adulti e bambini, tavole rotonde e degustazioni guidate con i maggiori esperti del settore. Protagonisti, oltre ai vignaioli, una cinquantina di espositori legati alle eccellenze del cibo che forniranno ai food truck presenti i loro prodotti, accompagnati dalle produzioni di alcuni birrifici artigianali. Per dettagli e ulteriori informazioni: www.opendreamfoodmarket.it.

Di seguito la lista delle aziende che saranno presenti all’evento:

Fratelli Collavo Valdobbiadene TV

Bele Casel Caerano San Marco Asolo TV

Case Paolin Volpago del Montello TV

Ceotto Vini Colfosco TV

De Bacco Pietro Seren del Grappa BL

Soc. Agr. Al Ponte Montebelluna TV

Terre Boscaratto Susegana TV

Bresolin Bio Maser TV

Caneva da Nani Guia TV

Col del Lupo Vidor TV

Col del Sas Colbertaldo di Vidor TV

Col Miotin Pieve di Soligo TV

Az. Crodi Miane TV

Bellese Vini Roncadelle TV

Ca’ del Faggio Valdobbiadene TV

Follador Francesco Valdobbiadene TV

Malibran Susegana TV

Martignago Sant’Andrea Maser TV

Mattiazzo Leo Valdobbiadene TV

Miotto Valter Vidor TV

Rosanatale Vidor TV

Siro Merotto Farra di Soligo TV

Tanoré Valdobbiadene TV

Valdellovo Susegana TV

Vettori San Pietro di Feletto TV

Cantina Pozzobon Volpago Montello TV

Vitivinicola Manera Castelfranco Veneto TV

Cesconi Trentino – Pressano TN

Le Fraghe Bardolino VR

Corte Fusia Franciacorta – Coccaglio – BS

La Dama Valpolicella – San Vito di Negrar VR

Ferlat Silvano Friuli – Cormons GO

Matrone Boscotrecase sul Vesuvio – NA

Emilio Vada Piemonte – Coazzolo AT

La Salceta di Ettore Ciancico Toscana – Loro Ciufenna AT

Podere Il Saliceto Emilia – Campogalliano MOD

Ferretti Emilia – Campegine RE

Davide Vignato Gambellara VI

Cantina 29 – Pradipozzo di Portogruaro VE

Calalta – Mussolente TV

Ufficio Stampa Velvet Media / press@velvetmedia.it

CHI E’ LA FIVI? La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) è un’associazione nata nel 2008 per rappresentare il vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. La Fivi è un’associazione nazionale che raduna piccole realtà che allevano la vite e producono vino direttamente e che difende gli interessi dei propri aderenti in ambito morale, tecnico, sociale economico e amministrativo. Oltre a ciò si impegna a promuovere e tutelare la cultura del territorio. Attualmente sono più di 1.100 i produttori associati per un totale di oltre 11.000 ettari di vigneto. Quasi 80 milioni le bottiglie commercializzate per un fatturato da 0,7 miliardi di euro e un export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono per il 51% in regime biologico o biodinamico e per il 49% con la lotta integrata.

 

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La città in festa per Carpenè Malvolti : La “Cantina 1868” apre al pubblico il 27 maggio

La città in festa perCarpenè Malvolti : La “Cantina 1868” apre al pubblico il 27 maggio

Una cerimonia solenne coinvolgerà le Istituzioni, le Scuole ed i Cittadini del Territorio

Una Città in festa per celebrare il 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa della Carpenè Malvolti. Il 27 Maggio sarà infatti la giornata in cui a Conegliano le Istituzioni, le Scuole e la Cittadinanza intera parteciperanno alle celebrazioni dello storico Anniversario ed alla inaugurazione della restaurata “Cantina 1868”, nella sede storica di Via Carpenè 1.
Il programma della giornata – attraverso cui la Città di Conegliano intende tributare un ringraziamento al suo illustre concittadino Antonio Carpenè ed alla Carpenè Malvolti per il ruolo di rilevanza storica, che il Fondatore e la medesima Cantina rivestono ormai da trenta lustri nello sviluppo socio-economico e culturale del Territorio – è stato illustrato ieri mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Sala del Consiglio del Comune di Conegliano, alla presenza del Sindaco Fabio Chies e della Famiglia Carpenè, rappresentata in siffatta occasione da Etile Carpenè, attuale Presidente e testimone storico della Famiglia.
“Oggi festeggiamo il 150^ anniversario dalla fondazione dell’attività della Carpenè Malvolti – ha affermato il Sindaco Fabio Chies – una realtà imprenditoriale di prim’ordine, divenuta celebre in tutto il mondo grazie all’eccellenza dei suoi prodotti. Insieme alla celebrazione di questo importante traguardo, si inaugura anche la restaurata “Cantina 1868”, storica sede, nel cuore della città, in cui è nata la Carpenè Malvolti. Il Comune di Conegliano con orgoglio parteciperà alla cerimonia in segno di ringraziamento nei confronti della Famiglia Carpenè, che allora con Antonio e oggi con Etile ha dato lustro al territorio, dando un notevole impulso al settore viti-vinicolo, portando il nome di Conegliano nel mondo come illustre ambasciatore della nostra città”.

Le celebrazioni prevedono la sfilata di un corteo che prenderà avvio dalla Scuola Enologica e che coinvolgerà le Istituzioni, i Cittadini, gli Studenti di Conegliano nonché i figuranti della Dama Castellana, che sfileranno alla volta di Piazza Cima, dove è fissato un cerimoniale con scambio di doni tra il Comune e la Famiglia Carpenè, per poi proseguire sino alla sede della Carpenè Malvolti.
“Con la restaurazione della Cantina 1868 nella nostra sede storica di Conegliano – ha affermato il Presidente Etile Carpenè – abbiamo inteso consolidare ulteriormente il profondo legame che unisce il Territorio Coneglianese e la nostra l’Impresa. Si è trattato di un intervento tanto rilevante quanto necessario per poter mantenere le nostre radici in questa Città e poter contestualmente apportare quelle innovazioni strutturali, che ci permetteranno di poter creare ancora sviluppo imprenditoriale nel medio-lungo termine e di poter quindi traguardare ulteriori tappe storiche. Da Conegliano è partita l’avventura del Prosecco Superiore e da qui intendiamo continuare a tramandare i nostri valori fondanti anche per le incipienti Generazioni, come ha fatto il mio bisnonno Antonio, a cui si devono le basi di una incessante opera di divulgazione valoriale della Viticoltura e della Enologia nonché in particolare del Prosecco, quale fondamentale motore culturale ed economico del Veneto e del Paese intero”.
Al termine della cerimonia in Piazza Cima, che sarà accompagnata dalla Filarmonica Coneglianese e da uno spettacolo degli Sbandieratori della Dama Castellana, il corteo si avvierà verso la Cantina 1868 della Carpenè Malvolti dove, con il taglio del nastro, alla presenza delle Autorità Ecclesiastiche, Civili e Militari nonché della Famiglia Carpenè, si inaugurerà ufficialmente la restaurata “Cantina 1868”.

Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SPA
Marte Comunicazione snc
Cell. 3356130800 Marzia Morganti Email: marzia.morganti@gmail.com
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Città di Conegliano
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In vetrina a VisiTuscia le eccellenze del territorio

ViterboIn vetrina a VisiTuscia le eccellenze del territorio

Dal prossimo 25 maggio sino al domenica 27 i riflettori punteranno sulla Tuscia che fu la denominazione attribuita all’Etruria dopo la fine del dominio etrusco. Il nome indicava in origine un territorio assai vasto che comprendeva tutta l’Etruria storica, la Toscana, l’Umbria occidentale e il Lazio settentrionale, in particolare la Tuscia romana corrisponde al Lazio settentrionale. Tutta la zona è ricca di eccellenze storiche ed enogastronomiche, per promuovere e commercializzare le potenzialità della provincia di Viterbo, il CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo in partenariato con la Provincia di Viterbo e la locale Camera di Commercio, ha invitato un gruppo di operatori del settore per poter presentare Bomazioun territorio ricco sotto ogni aspetto: dalla cultura, al termalismo, dalla natura al turismo religioso della Via Francigena, nonché l’enogastronomia propria dellla zona, nota in tutto il mondo.
La manifestazione, denominata VisiTuscia, è giunta alla sua decima edizione e gode del sostegno dell’Enit-Agenzia, della Regione Lazio e dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, che hanno dato il loro patrocinio.
Gli appuntamenti quest’anno saranno due: il primo a fine maggio, rivolto principalmente all’offerta turistica (cultura, ambiente, sport e termalismo) e il secondo a fine ottobre, inizio novembre, rivolto alle eccellenze enogastronomiche che vedrà impegnati in un B2B, Business To Business per uno scambio commerciale di prodotti e servizi tra aziende e operatori della domanda e dell’offerta. Il 2018 è stato proclamato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e del Turismo “Anno Italiano del Cibo”pertanto anche il prossimo appuntamento di maggio non mancherà di promuovere l’industria enogastronomica del territorio che vanta produzioni agro-alimentari di grande rilievo come l’Olio Extra Vergine di Oliva DOP Canino e Tuscia, le Castagne e le IMG_0507-768x576-1Nocciole dei Monti Cimini, le numerose DOC e IGT del settore vinicolo e moltissimi altri prodotti di eccellenza quali: patate, lenticchie, fagioli, salumi e tanti altri che solo visitando la Tuscia si potranno conoscere ed apprezzare.
Quest’anno vi sarà un focus per evidenziare le specificità delle cittadine di: Canino, Marta, Capodimonte, Vetralla e il capoluogo Viterbo, località risultate vincitrici del bando della Regione Lazio sulle “Reti d’Impresa su Strada”. Nel corso dell’evento di fine mese verranno presentati i nuovi ed interessanti pacchetti turistici che saranno promossi attraverso i principali canali della comunicazione e attraverso la stampa di settore. L’obiettivo è quello di far conoscere il territorio e tutte le sue potenziali ricchezze, continuando il discorso iniziato con le precedenti fortunate edizioni. “Non a caso le precedenti edizioni di VisiTuscia hanno generato una ricaduta del 30% di crescita sulla programmazione dei tour operator ed un rilevante vantaggio in termini economici per le aziende che vi hanno partecipato”, ha precisato il Presidente del CAT, Vincenzo Peparello.

Harry di Prisco

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Cantine Aperte sta per arrivare

TENUTE_BANNER_SITO_NEWS_CANTINE-APERTE_870x350+PARTNER-870x350Cantine Aperte sta per arrivare! L’evento più atteso della primavera dedicato al mondo delle Cantine e del vino è in arrivo domenica 27 maggio. A partire dalle ore 10:00 vi aspettiamo per una giornata dedicata a tutta la famiglia.

PROGRAMMA

INGRESSO GRATUITO
ACQUISTO CALICE € 5,00 (il ricavato sarà devoluto al Cro di Aviano)

Degustazione gratuita di tutti i nostri vini, guidata da due esperte sommelier A.I.S. e F.I.S.A.R.
Buon cibo grazie ai nostri partner Green Bar di Portobuffolè, Caseificio dalle Celant di Polcenigo, Il Gelatone di Sacile, La Dispensa di Alessio Brusadin
Attività per i più piccoli in collaborazione con Baby Ranch di San Stino di Livenza
Possibilità di fare pic-nic nel parco (con noleggio di coperta e cestino)
Risottata per tutti
Visita guidata alla Cantina
Visita ai vigneti in Ape Car

Non serve prenotazione, vi aspettiamo!

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